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Descrizione a cura della band

“Failing” è il nuovo, terzo album dei Miriam in Siberia: psych rock moderno fatto di ambientazioni scure, synth spaziali e doppie voci. Failing è un manifesto di doom rock e chitarre fuzz, unito a visioni mistiche e attitudine aggressiva. Registrato nei Trail Studio di Napoli, e masterizzato da Salt Mastering, New York, il disco gode di edizione limitata in vinile 12”. "Failing" riprende il discorso cominciato con il precedente “Vol. 2” (2011) con il quale condivide l’attitudine heavy, ma rappresenta un ulteriore punto di svolta nel processo di maturazione e ricerca artistica, in quanto è il primo album totalmente in lingua inglese. Una nuova rinascita, una svolta stilistica e artistica, ma anche di concetto, in contrasto con il titolo del disco. Il sound risulta più moderno e tagliente e la scelta della lingua inglese ben si adatta alle atmosfere scure e imponenti e ad un album che è poco poetico, molto vivido e assolutamente diretto. Nette le influenze dello psych rock nord Americano di Thrill Jockey e Jagjaguwar: numi tutelari sono Pontiak, Black Mountain e White Hills, ma in “Failing” ritroviamo anche sprazzi di Neil Young, lo sperimentalismo di Earth ed Oneida, le chitarre degli Arbouretum, l’hammond degli Atomic Rooster e addirittura le linee vocali dei primi Alice in Chains o il mood degli ultimi Opeth.

- Track By Track
“Failing“, la title track è un’opener e al contempo una dichiarazione d’intenti; hard groove sormontati da synth psichedelici. “Raise your Hands” precipita nel doom, minaccia l’ascoltatore e gli intima di alzare le mani ed arrendersi. “Down from a Mountain” rappresenta il ritorno ad un sound 70′s, un ballad oscura con reprise accelerato: montagne ed acque inarrestabili. “We Wanna Know” riprende temi mistici cari alla band e cita il precedente “Vol. 2” (faith and reason are/our coin tossed to distract). “Don’t Anyone” è una cavalcata slow psych, un momento di melodia disincantata, una lunga composizione che esplode al centro per confermare l’atmosfera tesa con cui comincia.

- Artwork
La copertina nasce dall’incontro con il fotografo Marco Quinti, autore del reportage fotografico “In Siberia”. Il libro contiene scatti che riprendono enormi stabilimenti energetici, la vita del popolo autoctono, e le sconfinate distese della Siberia. È proprio uno scatto aereo della tundra a diventare la copertina del disco: “Veduta aerea della tundra siberiana” rappresenta una traversata insormontabile – ogni tentativo di valicarla è destinato, appunto, al fallimento. “Failing” ha uno spirito combattivo, un mood mai così aggressivo, che guarda in faccia senza paura ideali ostacoli in teoria fatali.

Credits

Miriam in Siberia:
Ferdinando Puocci: Vocals, Guitars
Bartolomeo D’Angelo: Synths
Luciano Corvino: Bass
Costantino Oliva: Drums, Vocals

Mixing and Mastering:
Registrato e mixato da Fabrizio Piccolo, Trail Music Lab, Naples
Masterizzato da Paul Gold, Salt Mastering NYC, USA

Graphics
Foto di copertina di Marco Quinti, “Veduta aerea della tundra Siberiana”. Tratta dal reportage fotografico “In Siberia” edito da Toscana Energia. Per gentile concessione di Marco Quinti e Toscana Energia.
Grafica ed impaginazione di Nicola Apicella.

Commenti

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