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Descrizione a cura della band

Fame è una parola che racchiude svariati significati, siano essi rintracciabili in senso letterale o metaforico. Il nuovo album dei Nadàr Solo contiene almeno altrettante sfaccettature nello scorrere delle 11 canzoni, che suonano in maniera tanto diretta quanto spiazzante per la disarmante spontaneità così rara di questi tempi.

Inizialmente pensato come un concept sulle malattie psicosomatiche, il trio torinese ha presto abbandonato questa strada risultata troppo stretta: troppa la Fame espressiva. Tuttavia resta l’essenza stessa del titolo ad attraversare tutti i brani, quella fame d’amore e di accettazione, quel vuoto da riempire a cui i Nadàr Solo rispondono componendo di getto il disco scritto, arrangiato e registrato nella maniera più naturale.

In un certo senso si può asserire che ‘FAME’ comincia dove finiva un brano dell’album precedente -“Diversamente, come?”- intitolato Le Case Senza Le Porte. In quell’occasione Matteo scriveva della contrapposizione tra chi sceglie di campare d’aria, poesia e libertà, e chi vive una vita basata su certezze e sicurezza. Proprio questi ultimi sopravvivono a volte senza riuscire a soddisfare la propria fame interiore, imprigionati da vincoli di stress, di costrizione in un’esistenza sbagliata, di pressione sociale e morale, mancato coraggio, amore negato.

Matteo De Simone disegna affascinanti affreschi in cui personaggi evidentemente sofferenti vengono accolti con sguardo amorevole, ma senza compassione o ipocrisia. E’ così che brani come Cara Madre (storia di un’ipocondriaca), Ricca Provincia (storia di una bulimica) e Jack Lo Stupratore (storia di un impotente) raccontano come l’insoddisfazione può farsi malattia. Altre canzoni come Non volevo, Piano Piano Piano, La vita funziona da sé, Splendida idea o Non Sei Libero, accantonano il leitmotiv sin qui esplicitato, pur conservando quello della fame d’amore e di felicità, vista con occhi e sguardi differenti.

Sulla forza sin qui espressa dai testi, si innesta il sound granitico del combo torinese affidato alle cure del chitarrista Federico Puttilli, che ha coordinato gli arrangiamenti e parte della produzione presso i Massive Arts Studios, al fine di restituire senza fronzoli la foga e la potenza riscontrabili nei live dei Nadàr Solo. Tutto il materiale è stato pensato in modo da essere riproducibile dal vivo in maniera fedele, il risultato è un disco essenziale e potente in cui anche il drumming di Alessio Sanfilippo emerge in maniera decisa.
Sul piano delle collaborazioni si registra la presenza di Mattia Boschi dei Marta Sui Tubi, che ha impreziosito con il suo violoncello i ritornelli e il finale di Cara Madre. Nello stesso brano era prevista la partecipazione alla chitarra di Andrea Appino (The Zen Circus) sfumata a causa della nota pignoleria sabauda del trio: Appino ha giurato che non se l’è presa!

In conclusione FAME è un lavoro di squadra in cui emergono le diverse anime degli attori in gioco: da un lato il peso dei contenuti testuali di Matteo - già autore di due romanzi tra cui “Denti Guasti” da cui Pierpaolo Capovilla ha tratto spunto per i testi de “Il Mondo Nuovo” - e dall’altra la qualità compositiva ed esecutiva di Federico e Alessio, apprezzata anche nei tour di Levante. In questo disco i ragazzi si sono affidati l’un l’altro e come racconta lo stesso frontman della band: “Ci siamo dati carta bianca e abbiamo scoperto quanto è bello, rasserenante e gratificante fidarsi completamente delle persone che stimi”.

Credits

Tutti i brani sono stati scritti e composti da:
Matteo De Simone: Voce e Basso.
Federico Putilli: Chitarra.
Alessio Sanfilippo: Batteria.
In Cara madre ha suonato anche Mattia Boschi (violoncello).

Registrato e mixato a Milano da Donato Romano, Ivo Grasso e Fabrizio “Bicio” Grenghi presso Massive Arts Studios nel luglio 2014.
Prodotto da Ivo Grasso, Fabrizio “Bicio” Grenghi, Federico Puttilli & Nadàr Solo per Massive Arts Records. Masterizzato da Alberto Cutolo presso Massive Arts Studios.

Edizioni: Massive Arts Italy sas
Foto di copertina: Annapaola Martin
Grafica: Legno

Commenti (7)

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  • Nadàr Solo 04/11/2014 ore 23:14 @nadarsolo

    Ecco il video del primo singolo estratto da #FAME: "Non Volevo". Regia di Annapaola Martin http://bit.ly/1tY8hUX

  • Paolo Masci 05/11/2014 ore 18:09 @afterblack

    album spettacolare! Bravissimi!!!

  • elisa franzone 06/11/2014 ore 08:51 @franzun

    Che disco incredibile..

  • maxavo 10/11/2014 ore 14:28 @maxavo

    Archiviata la necessità di fare qualcosa di diverso di cui "Diversamente come?" sembrava figlio, I Nadar solo si riappropriano di quelle sonorità che li hanno contraddistinti nei loro primi due album, con quella equilibrata miscela di Punk alternativo e pop cantautorale, capace di sorprendere prima, ed emozionare poi.
    Accettare la propria natura non è una resa, ma una prova di maturità, e loro la passano a pieni voti. Un album non facile questo, dove i Nadar Solo si comportano un po come un medico legale che puo solo analizzare le cause ma non eliminarne l'effetto(lo stupro, il suicidio, la violenza domestica).Non c'è molto spazio per la speranza, che è poi un segno dei tempi che viviamo, dove la speranza diventa una debolezza nostra ed un arma nelle mani di chi ci governa(ben venga la sua assenza,allora).Non so cosa ci riserveranno in futuro, ma il presente è loro.
    Ben tornati.

  • bubu159 19/11/2014 ore 18:36 @bubu159

    Gran bel disco!
    Visti a Bra sabato scorso; potentissimi!
    Andate ai prossimi concerti. Ne vale la pena ;)

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