Il Bollettino di venerdì 16 dicembre

Le migliori uscite della settimana scelte dalla redazione di Rockit

Il Bollettino della settimana #50
Il Bollettino della settimana #50

I Gazebo Penguins ci guardano dal fondo di un buco nero, i Brucherò nei pascoli ci invitano a bere con loro in via Padova, Venerus lascia galoppare la sua incontenibile gioia. Con loro Lil Kvneki versione Strokes, Stabber con Gaia, Tripolare, Centomilacarie, Voodoo Kid, ODE, Anton Sconosciuto e moltissimo altro nel nostro bollettino del venerdì!

Brucherò nei pascoli – Bar Adriana

Le allucinazioni poetiche dei Brucherò nei pascoli nascono dalle sbronze in via Padova e si trasformano in canzoni marcissime e ipnotiche al tempo stesso, che bruciano di vita nella loro viscerale scorrettezza, finendo col dare un senso di lirismo metropolitano anche a rutti e bestemmie.

Dead Cells Corporation, Pablo Suzuki スズキ – Damelo duro

Quattro colpi di mitragliatrice al pianista e poi si può cominciare. Damelo duro è il delirio electro-stoner in 7/4 dei Dead Cells Corporation, qua accompagnati da Pablo Suzuki スズキ, un trip sadomaso così surreale da non riuscire a stare fermi mentre lo si ascolta.

Lil Kvneki, The American Boyfriends – Solo come un cane

Lil Kvneki trova un percorso parallelo ai suoi Psicologi per dare sfogo alla sua vena indie rock che scorre dentro di lui: Solo come un cane è un omaggio ai primi Strokes che canta la solitudine senza lasciare che sia lei a vincere, con una forza melodica che ne buca anche le ombre più scure.

Tommi, Moth – Crollo

I giovanissimi Tommi e Moth, già intercettati dentro alle spire hyperpop DANZƏ e al collettivo Pseudospettri, cantano le difficoltà di riuscire a rialzarsi dopo una brutta caduta, specchiandosi nel contrasto tra le strazianti strofe ambient e ritornelli dai suoni super saturati.

Venerus – Resta qui

Venerus ritorna dal suo viaggio astrale per lasciarsi prendere da una gioia incontenibile e coinvolgente: Resta qui, dai richiami "steviewonderiani", è un inno al rifugiarsi in un'altra persona per lasciare fuori tutto il resto del mondo, per tornare così a sentirsi davvero bene.

Voodoo Kid – Anche i demoni piangono

 Voodoo Kid decide di andare contro tutti i pensieri tossici che non lo lasciano mai del tutto in pace, smascherandoli per quello che sono. Così Anche i demoni piangono esorcizza ansie e paure pubblicamente invece che nasconderle, mostrando come lo stigma del malessere non faccia che peggiorare le cose. 

Yasmina – Mi piace stare sola/Per non sentire il dolore

Yasmina cerca nelle scariche elettroniche e nella cassa dritta una cura alla sua tristezza: il doppio singolo Mi piace stare sola/Per non sentire il dolore sono i due movimenti di un malinconico ballo inframezzati da struggenti melodie, per scacciare le lacrime lasciando che sia il corpo a sfogarsi.

Disco della settimana: Gazebo Penguins – Quanto

Quanto è il salto dentro il caos primordiale di un buco nero dei Gazebo Penguins: in 7 tracce la band di Correggio affronta spazi fatti di distanze, di vuoti che in realtà non dovrebbero esistere, cercando nello spazio di un atomo lo specchio dell'intero universo.

Dischi

An Early Bird – Are We Still In?: Il folk vellutato di An Early Bird punta ancora più in alto, con nove tracce dall'arrangiamento essenziale e dall'effetto terapeutico.

Cassio – 19 luglio 1944: Cassio parte da casa sua per raccontarsi senza nascondere niente, affrontando con disarmante sincerità la depressione e il nulla che colma le giornate tutte uguali delle dipendenze.

Clavdio – Guerra fredda: Il ritorno di Clavdio è una profonda raccolta di pensieri e riflessioni, che si susseguono come dentro a un diario intimo dal sapore agrodolce scritto a cuore aperto.

Diora Madama – 2D: Diora Madama si serve di un sound coinvolgente e uno stile versatile tra r&b ed elettronica per raccontare i mali sociali della contemporaneità, dalla positività tossica al narcisismo.

La Sad – Sto nella Sad deluxe: La nuova versione dell'album della Sad contiene 6 nuovi inediti di cui 3 featuring, dando un taglio più introspettivo al loro punk color fluo.

Lazza – Sirio (concertos): Lazza dà un'inedita veste piano, voce e archi a 8 brani di Sirio, per consolidare ancora di più le due anime musicali che vivono dentro di lui.

Mezzosangue – Sete: Mezzosangue ritorna in grande stile, con un concept album che indaga i bisogni e le paure dell’uomo moderno, cercando di di dissetarsi attraverso le sue barre crude.

N!C – Un po' di lei, un po' di me: Il primo disco di N!C racconta un rapporto ormai sfibrato tra due persone che si ritrovano lontano, dove il motore è l'oscillazione tra l'accettazione di sé e il rifiuto di una vuota solitudine.

Olly – Il mondo gira: In 7 tracce la penna di Olly brilla grazie al contrasto fra brani uptempo in cassa dritta e un racconto cantautorale, intimistico e riflessivo.

Viò – Lùghe: Viò debutta con un ep di 5 brani che contaminano la tradizione sarda con l'r&b contemporaneo, per urlare al mondo il bisogno di lasciare alle spalle tutte le insicurezze che minacciano il proprio percorso.

Violabaciatutti – Delicatamente tutt'intorno: L'indole folk di Viola Laurenzi è una luce fioca che cerca lo specchio giusto in cui rifrangersi, attraverso chitarre acustiche con accordature aperte e armonizzazioni vocali angeliche.

Singoli

Alex Fernet – Phantom of the Club: Alex Fernet ci porta dentro un club in cui tra le luci soffuse si aggira un fantasma danzante, per cantare un ballo intrappolato in un ricordo d’amore, eterno, solitario, invisibile.

Anton Sconosciuto – Day of Sun: Anton Sconosciuto allontana i pensieri annebbianti della FOMO con un solo tremulo, fino a ritrovare la spontaneità perduta nel timore di lasciare troppe possibilità indietro.

Centomilacarie – Parlami di +: Nella creatività disordinata come i suoi riccioli si trovano scaglie di poesia nascosta, che Centomilacarie sfoga dentro un brano che sanguina nel suo bisogno di essere compreso.

Gara2 – Cerimonia: Sotto una pioggia battente, Gara2 analizza le istantanee di una relazione in un momento difficile, per fare i conti con un amore mai del tutto sbiadito.

Kherty – Good Boy: Kherty fa scivolare sul suo flow i sogni e le delusioni della sua generazione, costretta a scontrarsi con una realtà ostica da cui sembra impossibile uscire.

Libero – Cara rupia: Un turbine elettro pop, in cui echi arabeggianti ci portano verso terre lontane, fino a ribaltare il piattume della quotidianità con la sua energia vitale. 

Mava – L'ultimo della fila: Mava  fa il suo esordio con un brano di cantautorato a forti tinte soul, con al centro il senso di solitudine amplificato dai grandi spazi delle metropoli.

Miglio – Per non pensare + a te: Miglio squarcia la soffocante nube di pensieri nocivi che la avvolge con un brano liberatorio, primordiale, con immagini sfocati che disegnano un paesaggio tragico da lasciarsi alle spalle.

ODE – Noia: Nella sua Noia ODE sviscera paure e insicurezze, che si sciolgono di colpo nel connubio stordente tra melodie r&b e un piano lo fi jazz.

Ormai – Gridare in terrazza: Quello di Ormai è uno sfogo in barre di fronte alla complessità di una relazione, che esce dalla stanza ed echeggia in strada per la sua visceralità.

Schiuma – Ossessionata: Schiuma canta la parabola discendente di un amore, dai suoi picchi più alti al trovarsi ai margini, dove il sentimento degli inizi finisce per congelarsi in una malinconica melodia.

Shadouone – Scusa ma: Shadouone mescola le sue riconoscibili sonorità hip hop con un pop emotivo, personale, che parla a cuore aperto senza perdere la sua aura di mistero.

Stabber, Gaia – : Stabber si affida alla voce – qua nella sua lingua madre, il portoghese – di Gaia per fare un racconto personale di fede e spiritualità, cucendole addosso una strumentale in cui minimalismo e aggressività sonora si bilanciano alla perfezione. 

Tripolare – Il mio cane: Tripolare si serve della fedeltà assoluta di un cane come metafora del difendere fino in fondo i propri ideali, con una pungente chitarra a trainare il brano.

Viaggi Andromeda – Mare tropicale: Il debutto di Viaggi Andromeda ci porta su un'isoletta sperduta del Pacifico, con una leggera brezza di malinconia ad accarezzare le onde.

Zero Vicious – Genova 1955: Zero Vicious firma una love song malinconica che lega l’amore e Genova in un intreccio dolceamaro, dai risvolti dolorosissimi.

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L'articolo Il Bollettino di venerdì 16 dicembre di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2022-12-16 10:30:00

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