A Londra si istituirà un servizio per salvaguardare la salute mentale dei musicisti

17/10/2017 10:53 di

Circa un anno fa Rocco Tanica aveva rilasciato un’intervista molto toccante all’emittente svizzera RSI dove raccontava dei suoi problemi di depressione e della sua scelta di non seguire più gli Elio e le storie tese del vivo. Tanica aveva concluso dicendo: “se esiste un’attività usurante, sottovalutata come tale, è proprio quella del musicista”.

Quella dei musicisti è sicuramente una delle categorie più a rischio in tal senso: il Guardian aveva già dedicato un interessante articolo su come un tour possa minare la stabilità mentale di una persona, ora uno studio dell’University of Westminster di Londra, richiesto dall’organizzazione benefica Help Musicians UK, ha ribadito il problema.

I ricercatori Sally-Anne Gross e George Musgrave hanno esaminato un campione di oltre 2,200 artisti con l’obiettivo di monitorare possibili tendenze depressive arrivando alla conclusione che, in media, un musicista è esposto alla depressione tre di volte di più rispetto ad una persona con un lavoro normale. Le motivazioni sono le più semplici ma, troppo spesso, sottovalutate: un musicista è costretto a fare più lavori, spesso precari, che gli permettano di mantenersi ma anche di avere il tempo necessario da dedicare alle trasferte per i concerti o ai giorni in passati in studio per registrare musica.



I tour e gli orari di vita anormali minano la possibilità di mantenere relazioni stabili e continuative, sia con i familiari che con i propri partner. In più i due ricercatori affermano con certezza che quello musicale è un ambiente dove episodi di bullisimo e di molestie sessuali sono all’ordine del giorno. Per questo Help Musicians UK ha lanciato la campagna Music Minds Matter con il preciso impegno di creare un supporto concreto per tutti i musicisti inglesi. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria taskforce - munita di una linea telefonica attiva 24 ore su 24 - al fine di dare ascolto a chi ne ha bisogno, ma anche stimolare un cambiamento concreto all’interno del music business inglese.

“Con questo servizio forniremo il supporto fondamentale, attraverso consigli e progetti educativi, di cui la comunità musicale ha disperatamente bisogno” - dicono i portavoce di Help Musicians UK - “Insieme possiamo combattere il velo di omertà, affinché in futuro i musicisti non dovranno più soffrire in silenzio”.

Tag: music business

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