Come funziona una fabbrica di musicassette

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10/06/2016 13:29 di

Non c’è dubbio che la cassetta stia tornando”. A dirlo è Robert Coverston della National Audio Company di Springfield, una delle più grandi aziende che produce audiocassette rimaste attive in tutti gli Stati Uniti. Vi avevano già parlato di lei tempo fa, ora è stato pubblicato un nuovo breve documentario che ci mostra la fabbrica al suo interno.

Coverston è l’attuale capo di tutto il reparto tecnico e ci racconta in breve la storia dell’azienda: nata a cavallo tra il 1968 e 1969, la National Audio si è sempre occupata della produzione di audiocassette musicali o di cassette vergini. È partita servendo piccole band locali che volevano registrare le proprie canzoni e, gradualmente, si è ingrandita fino a diventare il maggior fornitore delle più grandi etichette discografiche americane. Dopo un lungo periodo durante il quale l’attività si era quasi del tutto fermata, negli ultimi quattro anni Coverston ha visto un aumento vertiginoso delle richieste, registrando nel 2015 un record di vendite sbalorditivo (e il trend per quest’anno sembra più che positivo).



Il tecnico afferma che, ad oggi, tutti i suoi colleghi hanno la sua stessa età e che sarebbe contento di organizzare dei corsi per insegnare il mestiere ai più giovani ribadendo che “il download è così passeggero, momentaneo, si avrà sempre voglia di tornare indietro al supporto fisico”. Forse la sua è una visione fin troppo romantica, ma è anche vero che, negli anni, sempre più artisti importanti hanno deciso di riutilizzare questo tipo di supporto: l’ultimo è Aphex Twin che in questi giorni uscirà con il suo nuovo ep “Cheetah” anche in un'edizione limitata in 2,000 nastri.



Una delle maggiori richieste di cassette della National Audio arriva dalle carceri e dalle famiglie dei detenuti. Le cassette ad oggi sono ancora il supporto migliore per consentire a chi è incarcerato di ascoltare musica, dal momento che i CD non sono ammessi per motivi di sicurezza ed i normali lettori mp3 sono poco utili senza una connessione Wi-Fi che permetta al detenuto di caricare nuove tracce.

Stiamo assistendo sicuramente ad un ritorno di interesse verso questo tipo di formato ma, al momento, è giusto andare cauti con gli entusiasmi: a inizio anno la Recording Industry Association of America (RIAA) aveva rilasciato una dichiarazione nella quale smentiva che il successo della musicassetta fosse paragonabile a quello del vinile. A prescindere dalle considerazioni prettamente numeriche, è sicuramente un tema che ritornerà di moda nei prossimi anni e che approfondiremo ancora.


(via
)

Tag: cassette

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