Perché le Sentinelle in piedi manifesteranno a Sanremo

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06/02/2017 10:56 di

Sanremo è alle porte, e come ogni anno le polemiche impazzano ben prima del festival. Le proteste sui cachet dei conduttori sono ormai storia annuale, quasi da copione, e in generale la questione economica è un argomento molto sentito, vuoi a causa dei rimborsi per i concorrenti, vuoi perché i soldi stanziati per il festival vengono utilizzati male (ad esempio promo orribili come quello coi feti). 

Nonostante il direttore e conduttore Carlo Conti abbia più volte ribadito come l'enorme impresa-Sanremo sia in attivo, in grado di autosostenersi economicamente, la decisione del governo di inserire il canone il RAI in bolletta è diventato un po' il pallino per chiunque abbia qualcosa da ridire sulla programmazione. 

Il sasso era stato lanciato qualche settimana fa da Adinolfi, che ai microfoni di Radio Cusano Campus si era lanciato in un delirante processo alle intenzioni. Secondo Adinolfi i soldi del canone sarebbero stati usati per far diventare il festival di Sanremo un'accolita di omosessuali e travestiti che la lobby lgbt vuole imporre a noi persone per bene e morigerate.
La dimostrazione? L'invito al festival di due rappresentanti delle più perverse e inaccettabili brutture sessuali umane, ovvero il dissoluto Ricky Martin e il lascivo Tiziano Ferro. Non solo: secondo la fantasiosa ricostruzione di Adinolfi, che evidentemente può leggere il futuro, Tiziano Ferro userà i soldi del canone per affittare un utero in America, visto che recentemente ha confidato a Vanity Fair di desiderare un bambino, anche da solo. Probabilmente Adinolfi crede che la vicinanza dei due figli di Ricky Martin scateneranno in Tiziano Ferro un'irrefrenabile voglia di acquistare subito 2-3 uteri oltreoceano.

(Adinolfi il giorno del suo secondo matrimonio a Las Vegas, foto via)

Ovviamente il cantautore di Latina non ha mai neanche menzionato l'utero in affitto e Adinolfi deve aver dimenticato che esiste anche la possibilità di adottare, perché così sentenzia in radio: "L'anno scorso c'era la parata obbligatoria col nastrino arcobaleno. Il costo di Sanremo è di 16 milioni di euro, presi dai soldi delle famiglie italiane, per pagare Tiziano Ferro e Ricky Martin. Io il figlio dell'utero in affitto che si compra Tiziano Ferro non lo voglio pagare con il mio canone. Avrà un cachet che sarà di 250-300.000 euro, esattamente il costo di un utero in affitto in California. Il figlio a Tiziano Ferro così lo paga anche Adinolfi e tante altre famiglie italiane. E ne avrei fatto volentieri a meno. "

Sorvolando sul fatto che noi faremmo a meno di esternazioni del genere e dello stesso Adinolfi, e che dubitiamo che Tiziano Ferro necessiti dei soldi di Sanremo a questo punto della sua carriera per soddisfare i suoi desideri di paternità, purtroppo il pericolo che il pubblico di Sanremo si trasformi in una massa di zombi dedita alla compravendita di bambini non preoccupa solo il candidato del Popolo della famiglia, ma anche un'altra associazione di instancabili preveggenti, le Sentinelle in piedi.

Il distaccamento di Imperia ha infatti organizzato una manifestazione per sabato 11 febbraio, ultimo giorno di festival, alle ore 15 sul lungomare, per protestare contro la presenza di Ricky Martin e Tiziano Ferro. In particolare così recita il comunicato stampa diffuso dall'organizzazione: "Chiamereste in casa vostra un trafficante di esseri umani? Fareste accomodare sul divano una persona che ha stipulato un contratto per comprare un bambino? Sareste disposti a pagare per farvi un caffè con un uomo che ha commesso un reato e non solo non è pentito, ma si prepara a rifarlo?"

(Carlo Conti mentre porta la perversione nelle case degli italiani, foto via)

La manifestazione, che avverrà quando i due imputati di questo processo si saranno già esibiti e avranno lasciato la cittadina ligure, arriva quest'anno nonostante, sempre secondo il comunicato delle Sentinelle in Piedi, Carlo Conti abbia ormai da anni tracciato il percorso verso la corruzione morale di milioni di italiani: "Nel 2015 ospite della seconda serata è Conchita Wurst, all’anagrafe Thomas Neuwirth, uomo vestito da donna che si definisce trans e che solo per questo – senza alcun merito artistico – è stato chiamato. Sempre lo stesso anno Conti ha dato spazio a due uomini che in diretta, sul primo canale del servizio pubblico, hanno raccontato “il loro amore” e al duo comico Luca e Paolo che hanno “celebrato” un matrimonio al grido di «Essere gay è ok».

L’anno successivo, sul palco dell’Ariston, abbiamo visto cantare gran parte dei cantanti con un nastrino arcobaleno, simbolo dei cosiddetti diritti gay (termine che non ha riscontri nella realtà e che ci rifiutiamo di usare poiché svilisce le persone), gesto che ci hanno presentato come spontaneo quando chiunque sa che in una delle produzioni televisive italiane più costose dell’anno anche il più piccolo dettaglio viene sapientemente studiato. Non solo. Sempre nel 2016 tra i big c’erano Elton John e Nicole Kidman, entrambi scritturati a suon di migliaia di euro dei contribuenti unicamente perché hanno deciso di commissionare, produrre e comprare dei bambini tramite l’abominevole pratica dell’utero in affitto che schiavizza le donne e rende i bambini merce. Fatti per cui andrebbero perseguiti dalla legge italiana che considera questa pratica illegale." 

Le Sentinelle dunque ricordano Conchita, ma dimenticano nello stesso anno la famiglia Anania, 16 figli nati da un uomo e una donna nel più naturale e antico dei modi. Ovviamente il sospetto che Nicole Kidman, vincitrice di un premio Oscar, o Elton John, uno dei più importanti cantautori viventi, siano stati invitati per puro merito artistico, non li sfiora neanche, ossessionati come sono dal bigottismo più profondo e da una incontenibile voglia di giudicare, limitare, definire, puntare il dito. O che su oltre 12 ospiti annunciati (tra cui l'eterissima coppia Raul Bova-Rocio Morales) solo due siano dichiaratamente omosessuali, non rappresenta un dubbio matematico per i paladini del canone RAI e della negazione dei diritti altrui. 

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Tag: polemica opinioni Sanremo

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