Non è una neolingua futurista, è solo lo specchio di ciò che siamo diventati. Il nostro slang quotidiano, un amalgama di forestierismi e tecnicismi che abbiamo introiettato fino a renderli parte del nostro DNA verbale.
Una fotografia sgranata dell'overdose tecnologica, un loop di dipendenze social e aggiornamenti compulsivi in un mondo che non ci lascia il tempo di essere noi stessi.

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