Disco della settimana
album I Dreamed An Island - Piers Faccini
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Descrizione

A DUE ANNI DI DISTANZA DA “BETWEEN DOGS AND WOLVES”, IL CANTAUTORE ITALO-ANGLO-FRANCESE, TRA I MIGLIORI SONGWRITERS EUROPEI, TORNA CON UN NUOVO ED EMOZIONANTE ALBUM DI STUDIO, CARICO DI CONTAMINAZIONI SONORE CHE ATTRAVERSANO E COLMANO DISTANZE GEOGRAFICHE E CULTURALI, FONDENDO RITMI TUAREG AD ATMOSFERE PROVENZALI, CHITARRE BAROCCHE E ZAMPOGNE
Multistrumentista, poliglotta e pittore, nelle canzoni di Piers Faccini sono racchiuse tutte le emozioni e le diverse influenze musicali che lo hanno arricchito nei suoi viaggi, nei suoi incontri e nella scoperta di nuovi suoni. “I Dreamed An Island” è il sesto album per la carriera solista di uno dei migliori cantautori europei che annovera, tra i suoi fan, Ben Harper e Jack Johson. In uscita il 21 Ottobre 2016 per Beating Drum (l’etichetta di Piers Faccini)/Ponderosa Music & Art/Master Music, il nuovo lavoro arriva a due anni di distanza da “Between Dogs And Wolves”.
“I Dreamed An Island” è la personale ricerca di Piers Faccini attraverso un viaggio verso un rifugio, al sicuro dalle tempeste della paura e dell’intolleranza. Cantato in inglese, francese, dialetto italiano ed arabo, l’album è un’appassionata celebrazione delle diversità culturali e del pluralismo: ricercando un’epoca d’oro in cui tolleranza religiosa e coesistenza convivevano pacificamente, Faccini trova un modello per il suo utopico rifugio. Nel suo viaggio immaginario Piers Faccini è la ricerca di un paradiso terrestre in cui coesistenza e tolleranza religiosa esistono e convivono pacificamente e il rifugio dalle tempeste delle intolleranze trova casa in Sicilia, nel 12° Secolo, tra le influenze arabe e bizantine che rendono l’isola una tra le società più avanzate del Medio Evo Europeo. “I Dreamed An Island” rappresenta quel raro momento di coesistenza di fede, fiducia e lealtà nell’essere umano. Ambientato ed ispirato ai tempi che furono, in realtà il disco suona molto più che attuale, sia nel linguaggio che negli arrangiamenti, dove chitarre elettriche convivono con suoni barocchi e marocchini. Cercando di immaginare come far coesistere in un ambiente provenzale la lingua inglese coi suoni magrebini, Faccini attraversa il folk e la world music, trasformando John Martyn in Ali Farka Toure, Pentagle in una band tunisina che suona in un matrimonio e una “ciaccona” siciliana in un riff Touareg.
Cresciuto in una famiglia che ha vissuto tra Francia, Inghilterra ed Italia, l’ultimo album di Piers Faccini rispecchia il suo background culturale. Le canzoni di “I Dreamed An Island” risuonano con la voce degli antenati, in un’isola del Mediterraneo colma di aranceti, ferri di cavallo, foglie dorate, lapis lazuli e leggende.
Judith sbuccia arance per i soldati berberi ai confini di Cordoba e dell’Andalusia, Drone colleziona violenze dai conflitti religiosi europeii, “Oiseau” - scritta il giorno dopo l’attacco a Parigi nel 2015, quando Piers era in tour in Tunisia - descrive un uomo che sogna un attacco terrorista e, nel culmine della violenza, l’uomo chiede di essere risvegliato dal cinguettio degli uccellini. The Many Were More è una chiamata alla tolleranza ed il testo è un poema in lingua araba scritto dal poeta arabo-siciliano del 12° secolo Ibn Hamdis e cantato dall’algerino Malik Ziad.
Nel disco Piers Faccini suona numerosi strumenti a corde, inclusa una chitarra personalizzata dall’aggiunta di mini-tasti per suonare in toni maggiori. Numerose sono le collaborazioni: Italian drummer and percussionist Simone Prattico; Tunisian violinist Jasser Haj Youssef; American double bassist Chris Wood (MMW); Franco-Iranian percussionist and saz player Bijan Chemirani; Cameroonian bassist Hilaire Penda; Italian Baroque guitarist Luca Tarantino; American psaltery player Bill Cooley; French world music pioneer and guembri player Loy Ehrlich (Toure Kunda, Alain Peters); and the English bassist Pat Donaldson (Fotheringay, Sandy Denny).
Dopo le dieci tracce di “I Dreamed An Island” rimane un senso di nostalgia per il sogno/utopia raccontato da Piers Faccini, un’isola che oggi più che mai appare impensabile ma mai come ora necessaria.

Credits

Prodotto da: Piers Faccini
All songs by Piers Faccini except*
*To Be Sky: music by Bijan Chemirani and Piers Faccini
Bring Down The Wall: lyrics in Salentino by Mauro Durante
The Many Were More: lyrics by Francesca Beard and Piers Faccini, music by Piers Faccini and Simone Prattico, poem My Sicily by Ibn-Hamdis
Judith: lyrics by Francesca Beard and Piers Faccini
Anima: lyrics in Palermitano by Fabrizio Cammarata
Arrangements for drums and percussions by Simone Prattico
Recorded by Piers Faccini at Fire Head Studios, Les Cevennes, France
Drums recorded at NGR, Roma, by Francesco de Nigris
Zampogna recorded at Daniele and Mauro Durante’s studio in Lecce
Baroque guitar and Theorbo recorded by Luca Tarantino in his home studio, Lecce
Mixed by Francesco de Nigris at NGR, Roma
Mastering by François Fanelli at Sonics Mastering, Marseille
Executive producer: Anais Ledoux
Photos: Piers Faccini
Artwork: Uncle 0

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