10/11/2009

La sintesi di questi giorni infiniti che si susseguono come capitoli di una storia poco interessante si produce in accumuli di rabbia e distorsioni elettroniche, acido lattico per lo sforzo continuo di incrementare la propria attività vitale che comunque seguita a giacere nel limbo tra acquazzoni e tremori autunnali. Accumuli di rabbia e incursioni elettroniche, scariche di adrenalina per sentirsi ancora presenti a sé stessi, oltre il freddo apatico, immersi tra dark potente e granitico, lampi di cupezza elettrowave, sonorità sublimi tanto care alla Beggars Banquet. Sono ancora limpidi i ricordi di "Love" dei Cult, le linee vocali che nascono dalla tenebra profonda di gole diaboliche alla maniera di Peter Murphy, gli innesti al limine del postpunk, caleidoscopi di frammenti oscuri cari ai Killing Joke, circuiti più morbidi ("Late night cigarette") che richiamano da vicino i Depeche Mode. Aperture sostenute e strutture armoniche eccellenti, "Slow decay" è una perla nell'abisso, un fascio di luce persistente tra la pioggia e il nero e l'immobilità, trenta minuti di bellezza tagliente che catturano con l'aura seducente di memorie passate, brillantemente reinterpretate e pronte all'uso. Per mordere l'aria. Per aggiungere un capitolo di decadente meraviglia a questi giorni infiniti.

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La recensione You Wrong - Recensione - You Wrong Slow Decay 2009 di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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