31/03/2011

Il disco dei Froben si apre con una ballata, "I capelli raccolti di Annes", che inizia con il pianoforte e la voce e si arricchisce poi di batteria e chitarre acustiche. Già alla prima traccia la band svela tutti i trucchi del proprio mestiere: lunghe frasi melodiche, sottolineate dalla voce sospirosa di Stefano Alì, incedere lento e malinconico, un po' pesante, sostenuto da una ritmica canonicamente pop-rock. Si riconosce nell'ispirazione dei Froben l'influenza dei Marlene Kuntz (in particolare nella voce). Quello che caratterizza il sound della band è quella tipica impronta indie che strizza l'occhio al mainstream (evidenti i richiami ai Deasonika in "Perdo Sangue" e nella title-track "Lo sguardo del pazzo"), e che si sposta spesso su territori più rock (come in "NMRT" o "La tua idea"). Il disco però non ha presa: gli arrangiamenti sono piuttosto scontati, la voce risulta alla lunga stucchevole, i testi (in italiano, su cui evidentemente i Froben puntano molto) sono inconsistenti ("Aspetterò che tu parlerai di me...", "Tragicamente suppongo che non mi resta tempo", "La sete, la voglia di stare con te", "Lo sguardo del pazzo è un fiore che vola") e il rock è solo un miraggio. C'è comunque un episodio degno di nota: quando in come in "Leaving my Syracuse" abbandonano l'italiano e il melodramma i Froben si trasformano. Da provincia siciliana a indie-pop elettronico delicato e piacevole, quasi di respiro internazionale, una sottile costruzione di arpeggi e batteria elettronica davvero ben riuscita. Speriamo che i Froben lascino metaforicamente la loro Siracusa per dirigersi verso territori musicali meno esplorati.

Commenti (4)

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  • drita87 03/06/2010 ore 14:39 @drita87

    trovo l'album interessante. complimenti e buon lavoro froben.
    :)

  • Atipikamente 08/06/2010 ore 11:31 @atipikamente

    Anche secondo me l'album è molto interessante...
    Ora lo riascolto

  • cianosonic 07/09/2010 ore 18:28 @cianosonic

    Disco meraviglioso.

  • iggy 17/09/2010 ore 14:26 @iggy

    merda, ho appena fatto un ordine alla audioglobe e mi son dimenticato del vs. album..
    in the very next future.

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