31/10/1998 di Roberto Blind Benevento

Non piu' confusa e felice. Il ritorno di Carmen Consoli e' lucido e decadente. Un disco sorprendente per vari motivi. Il songwriting delle cantatessa fa passi da gigante ad ogni nuova puntata della sua discografia. Se pensiamo al tono dimesso del primo album e allla fragorosa esplosione del secondo, questo album è esattamente L'anello Mancante di una catena che speriamo non si chiuda qui.

Troviamo una Carmen disillusa, che fotografa sobria e schietta la realta' che osserva o che vive, senza aprire la porta alla speranza. Nelle foto del libretto la troviamo sola e congelata che vaga per uno strano supermarket in cerca di qualcosa. Ha uno sguardo sperduto, ma niente in confronto alla foto sul retro del cd in cui carmen sembra decapitata... come se fosse andato male il viaggio nel supermercato in cui si trovava ("Ho pagato fino in fondo" è la frase che conclude Sentivo L'odore). Ecco quindi l'avventura di Carmen nel mondo della musica: da sirena sognante sulla copertina, a persona consapevole e ferita che non si illlude più così facilmente rappresentata nell'ultimo scatto.

Dodici racconti, dodici ritratti femminili raccontati con una band ormai coesa che suona tutto l'album. Solo il basso viene suonato a turno da Enzo Ruggiero, Salvo Cantone gia' incontrato al fianco di Brando, e la stessa Carmen che propone un giro nervosissimo in Geisha.

Musicalmente si passa dall'attacco tarantiniano di Puramente casuale, un pezzo sullo stile di Venere, melodia dolce che accompagna un testo pieno di rabbia di disprezzo, agli sprazzi ternari alla Peal Jam di Contessa Miseria, attacco brutale contro la chirurgia estetica e l'incapacita' di accettare lo scorrere del tempo. L'inzio di Sentivo l'odore ricorda vagamente Ava Adore, mentre Eco di sirene si apre in un ritornello di puro rock'n'roll.

Emozionante e profondo, concede al grande pubblico soltanto la facilita' di ascolto del primo pezzo Besame Giuda. Il finale dissonante che chiude il disco lo dimostra.

Carmen tocca le punte di intensità quando canta la rabbia e l'impotenza, o la rabbia che deriva dall'impotenza come in Autunno Dolciastro, L'anello Mancante, e in Ennessima Eclisse, una lettera dall'inferno in esilio forzato. Emozionante anche il grido disperato alla Cobain alla fine di Geisha. Non si ferma Carmen, ogni disco è un passo avanti che mantiene sempre sintonizzata la frequenza all'altezza delle emozioni forti. La cantantessa sta diventando grande e comincia a guardare la realta' senza chiedersi il senso delle cose, un solievo per chi credeva facesse un disco facile e per le grandi masse. Ma Carmen non è Courtney Love e questo è il disco piu' cupo e piu' bello della catanese.

Insieme a Cristina Dona' le piu' belle realta' femminili in Italia.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati