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RECENSIONE
04/05/2011

Con un'iconografia ispirata ai Tre Allegri Ragazzi Morti, Happy skeleton aka Davide Del Monte lancia il suo primo lavoro, intriso di una disperazione post-adolscenziale tipica degli anni '90. E'più che evidente l'omaggio ai Nirvana e in generale al grunge nuovo e vecchio: "When the fish was a flower" e "Ann, revolution isn't here" hanno una melodia efficacissima e nostalgica, ci riporta dritti dritti a quando chiusi in cameretta ascoltavamo l'"Unplugged" con le lacrime agli occhi. La cura e la varietà dei suoni rendono il disco non fossilizzato su un sound, anzi, la leggera elettronica di "Le rouge" apre inaspettati scenari post-rock e le dissonanze di "There is no reset to me" sono una diretta derivazione shoegaze.

Sul substrato americano si avverte un amore per sonorità dark più tipiche dell'Inghilterra degli '80, scure come i Joy Division, misteriose come i Bauhaus. Nell'ottica di un'evidente rinascita del grunge che in questi mesi si concretizza con il ritorno di Soundgarden e Alice in Chains, con la nascita dei Violent Soho e di altri baluardi del Seattle sound, Happy skeleton potrebbe essere la risposta italiana a questo movimento.

Un ottimo esordio, dalle melodie forti e il sound azzeccato, profondo e sentimentale, sincero e spontaneo.

Tracklist

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