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album Eden SubsonicaDisco della settimana

recensione Subsonica Eden

EMI 2011 -

RECENSIONE
14/03/2011

All'uscita del primo singolo che avrebbe annunciato la pubblicazione di questo disco, eravamo stati cauti nel definire a che punto della loro parabola artistica si trovassero i Subsonica; "Eden", infatti, ci sembrava rappresentasse un discreto inizio, ma subito dopo é stato il turno di "Istrice", il cui video faceva riguadagnare punti ad una canzone che riproponeva, per l'ennesima volta, il classico standard della band in tema di ballate, con l'aggiunta di un effetto wah-wah come unico elemento diversivo (un po' pochino, ne converrete, in fatto di novità).

Ma il punto, ascoltando adesso l'opera per intero, é che il presagio si sia avverato, visto e considerato che stavolta l'ispirazione è data praticamente per dispersa. Manca in sostanza quel guizzo creativo che aveva contraddistinto i primi 3 capitoli nella discografia della band e, nonostante alcune cadute, anche i 2 successivi. In "Eden", invece, pensiamo che a prevalere sia soprattutto la maniera, con la riproposizione di una formula ormai ampiamente abusata da parte di Casacci e soci. E non é un caso che la produzione artistica sia esclusivamente a loro appannaggio, quasi a volersi assumere la responsabilità sulle scelte compiute; scelte che probabilmente faranno felicissime le migliaia di fans, per il solo fatto di riproporre i soliti cliché, sia a livello di suoni piuttosto che di ritmiche, senza però alcun tentativo all'orizzonte di voler andare oltre. Certo, non é facile né semplice rinnovarsi e stupire in ogni occasione, ma, ad esempio, quando é il momento di spingere sull'acceleratore, ad andar bene ti ritrovi pezzi come "Prodotto interno lurido" o "Benzina ogoshi": il primo affronta un tema importante, ha qualche buona intenzione nelle strofe ("le ombre cinesi") ma poi implode nel ritornello - e sul tema li rimandiamo a prendere qualche ripetizione dai concittadini Perturbazione - mentre il secondo, nato da un esperimento di interazione letteraria con i fans ("Non siete riusciti a bissare Microchip emozionale" é il suggerimento più interessante... quindi immaginatevi il resto), non é altro che un puro divertissement e tale sarebbe dovuto rimanere, piazzandolo magari in coda come ghost-track.

Molto curioso, inoltre, leggere sul sito della band alcune confidenze di Casacci a proposito del metodo di lavorazione utilizzato per registrare le ritmiche di questo disco, ovvero la classica "pippa" del musicista maniaco che si sbizzarrisce nel trovare chissà quale modalità inedita, finendo però per perdere di vista la ciccia a furia di scervellarsi sul contorno. E finché il risultato é la title-track o la successiva "Serpente" (in cui risuonano echi di Africa Unite), possiamo anche assecondare l'intento, ma delle canzoni scritte col pilota automatico inserito ("Il diluvio", "Quando" e "L'angelo"), ne faremmo volentieri a meno. A salvare il salvabile, potremmo ripescare anche "Tra gli dei" (di cui comunque preferiamo la versione funk "verace", presente come bonus) e gli unici due titoli del lotto, "Sul sole" e "La funzione", in cui si prova a contaminare l'alchimia subsonica con sonorità atipiche (il brit e la new-wave a grandi linee) del loro repertorio.

Tanto non basta, però, per giustificare una dozzina di canzoni nuove che "si lasciano dimenticare" con molta più facilità di quanto si immagini. A che punto siamo della fase discendente?

Tracklist

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Commenti (27)
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  • peep peep 19/03/2011 ore 20:42

    sarà bquello che vuoi ma è un disco inutile

    > rispondi a @peep75
  • Stefano Palazzo 20/03/2011 ore 16:23

    Soliti Subsonica per niente rinnovati e che bagnano le fighette 16enni, niente di più purtroppo.

    > rispondi a @ilbuffonedicorte
  • franco nero 26/03/2011 ore 13:10

    che recensione inutile!

    io credo che il peggior difetto di noi italiani stia nello stancarsi delle cose, quando queste riescono bene in quello che fanno. sarà per un indole votata a pensare che dietro al successo ci sia sempre un compromesso oppure per semplice luogo comune, fatto sta che questa caratteristica se applicata in altri paesi gruppi come radiohead e depeche mode per dirne due, erano sommariamente congedati con un "troppo commerciale"..."fa bagnare le ragazzine" come se gente quali pink floid o led zeppelin non lo facessero.

    io credo fortemente che i subsonica nel panorama italico siano semplicemente una delle migliori band in assoluto e ancora intoccabili. il loro sound ormai è consacrato e ritorna familiare ( ma come quello della stragrande maggioranza dei migliori gruppi) e non per questo deve essere additato come difetto. anche perchè la personalità se ne andrebbe a fottere. ISTRICE non sarà un pezzo alla battiato o ferretti in quanto a testo, ma musicalmente riporta la band ad una dimensione funk abbandonata negli ultimi due lavori. EDEN musicalemente è notevolissimo, i subsonica tessono un filo articolato che in cuffia esplode in un itnreccio di suoni raramente rintracciabile. chi altro in italia oggi, ti mette in un cd un pezzo tekno punk tiratissimo come BENZINA, chi fa del DUB STEP contaminato rock un pezzo bellissimo come SERPENTE, chi ti va a ripescare i righeira ( del dimenticatoio) per confezionare un pezzo 80 degno dei primi battiato, chi ti fa della drum and bass in italia. io credo che queste cose dovevano e devono essere sottolineate. anche perchè elogiano gruppi monocorde e con un livello di sperimentazione musicale pari a zero, come NON VOGLIO CHE CLARA, LUCI DELLA CENTRALE...che si rifanno a icone manco troppo vecchie della scena alternativa nostrana, e bistrattate gruppi importanti come i subsonica che ti confezionano un lavoro che suona come i migliori primi album della band. io credo che questa recenzione sia scritta con i piedi e sopratto in modo prevenuto. da chi forse aveva le orecchie all'altezza del cocige. senza offesa.

    ps: non sono una gruppie del gruppo tutt'altro voglio solo che sappiate che EDEN è un ottimo cd...non un capolavoro ma come sempre ottimo

    ps. senza dimenticarci che live non gli sta davanti nessuno nel nostro bel paese.

    > rispondi a @niago
  • radio-utopia 25/04/2011 ore 20:06

    Non sono per niente d'accordo con la recensione !!!!!
    E credo che questo sia poi il bello della musica... cioè avere opinioni diverse sulla stessa opera.
    Avevate deciso che i Subsonica erano in paraola discendente e quindi era obbligatorio scrivere male di questo album. E che vi piaccia o no Istrice nelle radio sta andando molto bene [:
    Non è un disco che si segnala per rinnoavamento ma non è sicuramente disastroso come dipinto. Sentito dal vivo poi mi è anche piaciuto.
    Disco in cui i Subsonica fanno i Subsonica (.........e cosa dovrebbero fare ???!!!!). Tra l'altro recitare la parte di se stessi in questo disco gli è anche venuto bene.
    :)


    (Messaggio editato da radioutopia il 25/04/2011 20:08:43)

    > rispondi a @radioutopia
  • Riccardo Fumagalli 29/04/2011 ore 18:21

    peccato che manchi quel guizzo creativo. I subsonica sono, o erano, la mia band preferita in italia.

    > rispondi a @figurehead
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