21/03/2002

Mentre ormai i fan (e spero anche tutti gli amanti della buona musica) aspettavano un terzo disco di inediti, i Virginiana Miller decidono di ingannare l’attesa pubblicando questo live acustico, immortalato due anni fa (era il 25 febbraio del 2000) al ‘Banale’ di Padova, e che non prevede alcuna sovraincisione a posteriori. Un live ‘vero’ quindi, dove non è retorico scrivere che i livornesi si mettono a nudo, mostrando le proprie canzoni nella loro commuovente fragilità, soprattutto dopo che una settimana prima della registrazione della serata il loro bassista decideva di lasciare il gruppo per trovare “un lavoro onesto”. Al suo posto il prode Valerio Fantozzi, prestato dagli Snaporaz per l’occasione, che scandisce egregiamente il ritmo assieme alle percussioni di Valerio Griselli.

E in fondo questo disco potrei anche evitare di raccontarvelo, perché dovrebbe bastarvi sapere che queste 13 canzoni vi faranno letteralmente sciogliere durante l’ascolto. Ogni singolo brano, infatti, ha un fascino indiscutibile, tanto che ogni parola spesa per descriverli singolarmente rischierebbe di risultare eccessiva. Quello dei Virginiana Miller è un mondo a parte, un mondo che non conosce accelerazioni, un mondo che conosce ritmi esclusivamente analogici. E’ quindi da questi presupposti che occorre partire per decifrare la musica dei Nostri, una questione assolutamente intima con la quale mi auguro tutti voi vi confronterete al più presto se non l’avete già fatto.

Basti per ciò il tris iniziale (“Italiamobile”, “L’agente al Cairo”, “Altrove”), 3 brani in cui il quintetto svela subito le proprie carte, senza però esaurire nell’ascoltatore la voglia di andare avanti; il passo successivo si intitola “Telefilm”, un inedito dedicato a Jackie Brown e a tutto ciò che fa venire alla mente i periodi della gioventù passati a vedere la tv.

Le rimanenti tracce, invece, vengono estratte dai primi due dischi della band e credo sia quasi scontato scrivere che l’interpretazione degli originali sia riuscita al di sopra delle aspettative, grazie soprattutto al vocalist Simone Lenzi in splendida forma.

“Salva con nome” è quindi un’indispensabile - quanto struggente - raccolta di canzoni che non dovete assolutamente mancare, sia che conosciate già la musica di questi ragazzi, sia che non possediate nulla della loro discografia. Perché mai come stavolta ‘è una questione di qualità’…

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