10/04/2013

Io e te a parlare di neve mentre fuori esplode la primavera: fuori, perché dentro il clima è sempre così mutevole, e indifferente alle temperature e ai look color pastello, e alla nostra età che qualcuno già chiama matura dovremmo ben sapere che non basta tagliarsi i capelli per cambiare stagione. A parlare di neve con la maniera catchy de Le Case del Futuro che, a distanza di un anno dal loro primo album, confermano l’abilità nel creare pezzi che entrano subito nell’aria come spore di pop leggero e sognante, senza bussare ma con estrema dolcezza. Le prime due tracce sono così, sospese, friabili, senza peso, anche se “Come Volevi Vivere” è di sicuro più trascinante e con un ritornello che per pochi istanti sfiora il rock, ma per pochi istanti, mentre “Neve” è morbida così com’è, mi fisso le scarpe e già la canto. L’omaggio agli Scisma con “Tungsteno” mi piace perché centra il senso di una cover, ovvero prendere un brano e renderlo nuovo seppur riconoscibile, e infine il remix di “L’Ultima”, che chiudeva “Lucertole”, da parte di Silent Panda | Deadly Panda (ovvero Luca Giovanardi dei Julie’s Haircut), una dose di magia elettronica sottile e densa. Un ep promettente che fa guardare al prossimo disco con fiducia, sulla scia del precedente e aperto alla variabilità del cielo, e ai nostri discorsi senza peso sulla neve, sul sole e sulla musica pop.

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La recensione Le Case del Futuro - Recensione - Neve Ep di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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