25/07/2013

Non so se siano fantasmi, manifestazioni oscure o giochi di luce, queste immagini che scorrono negli occhi ascoltando “Ghosts in My Eyes”. So bene però che le rifiniture elettroniche che aprono “Waves”, cariche di inquietudine quanto la voce riverberata e cupa nell’incedere, lasciano subito intendere lo spirito dell’album: un nucleo compatto e sapiente di new wave ricca di sintetizzatori ma suonata in ogni angolo, un sound pieno e corposo dal respiro internazionale grazie pure alla produzione artistica di Steve Hewitt (ex batterista dei Placebo) e Paul Corkett (produttore e tecnico del suono di moltissime band tra cui gli stessi Placebo e i Cure).

“New Life” è trascinante e davvero riuscita, pare di scivolare via tra i contrasti di chitarre ariose e batteria sotto pressione, “No Heart” è una ballata di sguardi malinconici sorretta da piano e archi e pare spuntar fuori da “Bloodflowers”, e nella morbidezza dei toni prosegue “Fake Love”, più sostenuta e vinta a tratti da apici di rabbia mista a dolcezze che forse altro non sono che memoria. Camminare tra le tracce è un piacere, tutto è così preciso e geometrico ed è bello tuffarsi in “Dirty”, pezzo spinto dagli effetti e da una presa acida che precipita in panorami da industrial nineties, fino alla disarmante chiusura della title track affidata soltanto a pianoforte e voce, una voce che a tratti cede all’enfasi con disinvoltura appesantendo la struttura del brano fino a renderlo poco credibile, quasi fosse tutto deciso a tavolino aggiungendo le emozioni un po’ per volta: e nella bellezza e nella cura di questo album si insinua il dubbio che una tale produzione possa appiattire gli stimoli, uniformare le atmosfere che a volte ricordano in maniera eccessiva i gruppi sopraccitati e si finisca così per ritrovarsi a galleggiare in una perfezione che non sai poi se sia la verità. Dico questo senza alcuna vis polemica, conoscendo i trascorsi di Riccardo Sabetti e del suo progetto e riconoscendo appieno il valore di questo lavoro, mi limito a sottolineare che, aldilà di intenti promozionali, avere tra i produttori grossi nomi può diventare un limite. Tutto qua. Un sincero good luck.

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La recensione Spiral69 - Recensione - Ghosts in my Eyes di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 22/07/2019

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