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RECENSIONE
10/06/2013

Fa una certa impressione ascoltare un ventenne italiano che manipola con bravura e sfrontatezza i suoni dell’oggi senza preoccuparsi di chiedere il permesso a Rino Gaetano o a Lucio Battisti. A differenza infatti di molti coetanei che scrivono canzoni che piacciono proprio a tutti, anche ai nonni, Machweo va per la sua strada fregandosene di chi è rimasto ai bei tempi o giù di lì. Lui preferisce altro, magari sfidare i pezzi grossi internazionali sul terreno del beat più eccitante che c’è. Mica male.

Machweo è probabilmente il più grande talento underground che questo paese abbia. Un genio che va sgrezzato, modellato, anche coccolato: non sia mai che butti via quel ben di Dio di creatività come un Cassano all’ultimo giro di campo. A volte tende a piacersi troppo (“The Tribe”), come se un certo Flying Lotus non avesse già fatto - e pure meglio - quelle cose piene di tastiere eccessive, grancasse ingolfate e bassi infeltriti. Anche la stessa scelta di inserire nella scaletta quattro brani già pubblicati nei precedenti ep appare vagamente autoindulgente: a vent’anni sarebbe lecito pensare che il greatest hits sia roba da torve rockstar affamate di Siae, mica da artisti con i numeri giusti per incantare.

Perché Machweo è davvero un artista. Di quelli che non sai se è fortuna dei principianti o che altro, ma hanno un tocco magico in ogni cosa che fanno. “U Sad”, per dire, è un capolavoro: cresce su un binario armonico che più circolare non si può e seduce grazie a questa tristezza assurda che riesce a tirare fuori da una chitarra dolente. L’iniziale “Looonely”, poi, è post rock aggiornato al 2013, con un tasso di emotività grande quanto un’occasione d’oro che non si ripeterà più.

In breve: “Leaving Home” è un disco forse a volte imperfetto ma, comunque, formidabile.

Tracklist

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Commenti (3)
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  • Eliana Conte 10/06/2013 ore 14:56

    Fiera di essere la mamma "del più grande talento underground che questo paese abbia"(citazione della recensione)!

    > rispondi a @conteliana
  • Eliana Conte 10/06/2013 ore 14:58

    Fiera di essere la mamma "del più grande talento underground che questo paese abbia"(citazione della recensione)

    > rispondi a @conteliana
  • a B 19/06/2013 ore 21:52

    una recensione così la capisco solo se chi l'ha scritta è il cugino dell'artista o uno che non ha alba di cosa sia la musica elettronica attuale. per carità il disco è carino, ma qualcuno spieghi al buon manfredi lamartina che per usare i preset di ableton e due suoni d'ambiente non ci vuole "bravura e sfrontatezza". non è questione di gusti, è che non sento nessuna cura particolare e nessuna ricerca nei suoni o nei beat. addirittura disco della settimana e tutto questo tripudio di definizioni entusiastiche... mah, come se in italia machweo fosse l'unico ventenne che "manipola con bravura e sfrontatezza i suoni dell’oggi". consiglio all'autore di andarsi ad ascoltare cose come vaghestelle, furtherset, e il catalogo di etichette quali concrete records o white forest, giusto per dire i primi nomi che mi vengono in mente. e nessuno di questi è mio cugino.

    > rispondi a @rascalandrea
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