04/11/2014

Caron Dimonio, duo bolognese formato da Giuseppe Lo Bue e Filippo Scalzo, affrontano il 2014 con “Gestalt”, primo full-length che si pone come continuazione ideologica dell'omonimo EP pubblicato lo scorso anno. "Gestalt" rappresenta un vero e proprio salto nel lato più oscuro degli anni '80: le tendenze post-punk della band si abbinano a sonorità dark wave rinnovate (ed attualizzate) attraverso l'uso dei sequencer e dei sintetizzatori. L'ascolto parte forte con “La cura preferita” e “Sul monitor”, tracce che esprimono bene l'impronta artistica di Caron Dimonio: suoni saturi d'elettricità ed un basso corposo serrato a dettare le ritmiche; apprezzabile anche “3”, traccia strumentale ben strutturata che ammicca i timpani dell'ascoltatore. A seguire, l'album svolta su melodie molto più riflessive e, complici i testi marcatamente ermetici e volti al minimalismo, il rischio di perdere l'ascoltatore fra gli stilemi della dark-wave diventa concreto.
Il congedo del duo bolognese passa attraverso l'ultima traccia omonima, convincente episodio noise scandito dalle parole ridondanti di Giuseppe Lo Bue. Nel complesso, la Gestalt attraverso cui si palesano i Caron Dimonio rappresenta una convincente ora di ascolto che si snoda attraverso i canoni principali della dark-wave; si naviga nelle tranquille acque della sufficienza, ma per risalire le correnti più nobili bisogna osare maggiormente.

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La recensione Caron Dimonio - Recensione - Gestalt di Giandomenico Piccolo è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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