13/10/2014

“Adesso entriamo nel terzo paradiso integrando pienamente la vita artificiale nella vita naturale”. “Con il Nuovo Segno d'Infinito si disegnano tre cerchi: i due cerchi opposti significano natura e artificio, quello centrale è la congiunzione dei due”.
A ben vedere, le parole di Michelangelo Pistoletto, ospite del settimo album dei Subsonica, si adattano anche a descrivere un'intenzione che è sempre stata fondante nella musica dei torinesi, quella di creare qualcosa di nuovo dall'integrazione di natura e artificio, in termini strettamente musicali identificati in rock ed elettronica (e tutto quello che sta in mezzo).

Sono passati quasi diciott'anni dalla prima incarnazione del loro personale paradiso fatto di melodia, pop, elettronica, reggae, dub, rock, e la maggiore età si presenta in forma di un disco che rincuorerà quanti non si aspettavano niente di buono dopo la défaillance di “Eden”. “Una nave in una foresta” (il titolo deriva da un detto popolare piemontese) è un bel disco, che sì, sicuramente non stupisce, anzi ripropone tutti gli stilemi del gruppo sfiorando spesso l'autoplagio, ma lo fa con molta più classe del suo predecessore e, pur contenendo episodi fra il trascurabile e l'incomprensibile – il tipico singolone “Lazzaro”, una “Specchio” che sembra un'“Aurora sogna” con (molta) meno personalità, una “Ritmo Abarth” incommentabile – vanta anche canzoni più che degne, che potrebbero addirittura ambire allo status di classici subsonici: la title-track, per esempio, è un'apertura col botto, cinque minuti e mezzo di “Nuvole rapide” meets “Strade”. “Tra le labbra” e “I cerchi degli alberi” sanno essere perfettamente pop e perfettamente sospese fra beatitudine e turbamento, mentre una nervosa poesia metropolitana scorre nelle pulsazioni nebbiose della desolata “Licantropia”.

“Il terzo paradiso” chiude intrecciando i cerchi e le parole dell'opera di Pistoletto a una base trip hop e alle parole di Samuel che ci lasciano con una serie di domande che nella loro ripetitività potrebbero ricordare quelle di “Istrice”, ma è un errore: queste sono più profonde e universali, aperte a un futuro che possiamo immaginare ancora possibile e perfino migliore. Per l'umanità, e anche per i Subsonica.

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La recensione Subsonica - Recensione - Una nave in una foresta di Letizia Bognanni è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

Commenti (7)

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  • Federica Lempi 22/10/2014 ore 07:42 @fede.ok

    Ma ragazzi ma siamo pazzi?! Non voglio mettere in dubbio la professionalità di nessuno, ma oltre che critiche distruttive (che sicuramente i Subsonica renderanno costruttive per loro) non c'è esattamente NIENTE in questa recensione...
    Le uniche cose obiettivamente vere che ho letto qui le ho sentite prima dette da Samuel Boosta e Mac nell'intervista di Beppe Cuva per 105 hits.
    Secondo me un critico o un reporter prima deve ascoltare intensamente l'album, interpretarlo con le menti di tutti i membri di un gruppo, e solo POI può fare una recensione... e non deve guardare i suoi gusti personali! Altrimenti può anche evitare di fare questo lavoro.
    Quindi come si dice dalle mie parti..
    SE TE SE NO BUNA DA FA UNA ROBA, FALA NO!

  • madoka29 22/10/2014 ore 21:26 @madoka29

    Ritmo abarth incommentabile? Forse incommentabile è altro... ... ... ...

  • Adriano Polito 23/10/2014 ore 11:14 @polian_nailop

    Grandiosi!! Ammirare la loro bontà per l'amore che hanno della loro città Torino! L'unica band che vanta la propria città, che la fa sentire al primo posto, è proprio per questo che sono diventati il simbolo di Torino, e grazie a questa splendida città che sì ispirano dando vita alle loro canzoni magiche... Come lo è Torino naturalmente! E Istrice è l'esempio, ma anche con questo album hanno fatto centro!! Venite al concertooooo se no sono caxxi per tutti!!! Potrebbero lanciare una maledizione torinese su tutti voi se non venite! Hahahah

  • Alessandro L\'Ale 23/10/2014 ore 16:16 @alessandro.rizzi

    Concordo con la recensione, critiche motivate e ben chiare. Chi difende la band, che dopo anni punta più alle vendite che ad essere una vera band formata di musicisti e artisti, auguro buon concerto :D

  • Efo24 24/10/2014 ore 01:39 @Efo24

    Che cattivi commenti a una recensione che dimostra di non essere stata venduta. Vi piace andare ai concerti e saltare? Fatelo. Tanti di voi lo fanno in discoteca e un concerto dei subsonica è un buon modo per diversificare.
    I gusti sono gusti, ovvio che chi si cerca le recensioni online di una band che già conosce si aspetta giudizi positivi che diano ragione a quello che pensa e se non è così invece di accettare si arrabbia e se la prende con chi esprime il proprio pensiero. Comportamento da caproni. A mio avviso i subsonica sono bravi dal punto di vista commerciale e fanno una discreta musica. In Italia questo porta successo e la ricetta giusta loro la applicano. Bravi per questo non di certo per l'album dove ripropongono le stesse cose e mi sembra confezionato proprio come il loro classico fan vorrebbe. Che significa se dopo tutti questi anni che fai musica piaci sempre alle stesse persone allo stesso modo? Che ti sei evoluto? Che hai sperimentato cose nuove? Oppure che fai sempre la stessa musica e non ti va di cambiare? Ma questo lo penso per quello che sento no certo quello che vedo. Bah, noia. Ok, se volete fare 4 salti vanno bene e quindi saltare senza pensare. Forza, sempre di più .

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