11/03/2015

Bastano pochi secondi di "NonTempo" per capire la portata di "Turbolento" dei Mondo Naif. Un valzer dal piglio stoner, rumore di prima qualità che si rivela come l'inizio di tante catarsi del disco - note scandite una a una e distorsioni dense come catrame nel cuore. "Aquilone" mescola Zu e Queens Of The Stone Age e quello che succede dopo è facilmente immaginabile: qualcosa di molto vicino a un boom assordante, tridimensionale, pericoloso. "Thc" è grunge all'italiana e che questo non sia inteso nella maniera sbagliata. Il volume notevole, il ritmo dritto e svelto che si basa su cassa, rullante e campanaccio, la vocalità esageratamente urlata e in prima fila: sono soluzioni vecchie di almeno vent'anni - all'epoca il rock che andava per la maggiore se ne fregava delle buone maniere. Robe sorpassate? Forse. Puro godimento? Sicuro."Verve" è un blues acustico interessante che spezza un po' il ritmo ma che non garantisce la stessa resa degli altri brani. I Mondo Naif piacciono di più quando sono armati fino ai denti, tipo in "Belfagor", in cui Nicola Manzan/Bologna Violenta prende il violino e si unisce a modo suo al casino. Sotto questo aspetto, "Turbolento" è pane per denti armatissimi.

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