14/09/2015

Di "Baciati dall'inganno" dei Vuoti a rendere, si può parlare come di un disco dai due volti, il primo progressive-blues, incline alla sperimentazione sulla forma canzone e particolareggiato nei cambi di genere all'interno di uno stesso brano, il secondo manierista e discutibilmente "astratto" nei testi, con quella voglia a tutti i costi di musica concettuale.

La band padovana mette assieme cose belle e cose trascurabili in quello che è il loro primo lavoro autoprodotto, canzoni di 7 minuti come "Osservati dalla minaccia dei pensieri" con un lungo intro strumentale fatto solo di pianoforte caldo e d'atmosfera che si fa sempre più crespo fino a diventare ossessivo e zoppicante, entrano lunghe note di chitarra elettrica e le poche parole sconnesse descrivono uno stato d'animo confuso e angosciante. Un brano con un certo spessore apparentmente, ma che con il susseguirsi degli ascolti diventa sempre più pesante. Stesso discorso vale per "Asma mentale" in cui l'ossessività del giro strumentale sfiora la pedanteria pur essendo eseguito bene dal punto di vista tecnico.

I suoni dei Vuoti a rendere sono amalgamati bene nel complesso, purtroppo è il genere ad essere penalizzante, la musica progressive è come nessun'altra un'arma a doppio taglio, la scelta del lo-fi arrotonda le sonorità ma nello stesso tempo toglie colore alle parti musicali. "L'abbandono" (pezzo diviso in 2 parti), è l'esempio della bravura a livello strumentistico, ma anche della malaugurata scelta di allungare i fraseggi, ottenendo così un'attenzione "ad elastico" in chi ascolta. Il testo si spreca in frasi ad effetto per enfatizzare la rabbia per un allontanamento dell'amata: "Ma come hai potuto / Hai ancora il mio sperma addosso". Bastava meno.

Il tendere verso i Calibro 35, soffocandone però il tiro e il groove non è un gioco da cui si esce vincitori, è una camminata nelle sabbie mobili da cui è difficile tirarsi fuori anche con testi metaforici e originalità compositiva. "Baciati dall'inganno" rimane un album a metà, sospeso tra il bello delle atmosfere scure e malate, e la smania di psichedelia e di liriche da cut-up un po' troppo ambizioso. Scarnificare e rendere più essenziali i brani, arrangiare privilegiando la sezione ritmica potrebbero essere due semplici viatici per un secondo buon disco.

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