20/03/2017

Gli Stato Brado, band livornese, approdano al terzo lavoro in studio intitolato "Cosa adesso siamo". Nelle dieci canzoni contenute nell’album (circa trentacinque i minuti d’ascolto), i cinque toscani giocano prevalentemente sulle sonorità pop che da sempre caratterizzano dischi e canzoni di certo nostro cantautorato, quello più “leggero” musicalmente parlando, tanto per intenderci, ma come gli Stato Brado ugualmente in grado di fornire all’ascoltatore una propria visione critica o contenente una misurata dose di “zuccheri aggiunti” di ciò che succede nel mondo.
Ci aspettavamo però qualcosina in più, francamente, da una band che dichiara di avere tra le proprie preferenze musicali John Fahey, Smoke, Glenn jones, Jack Rose, Delta Blues, Tom Waits, Johnny Cash e Charlie Parr, ma il fatto che il disco abbia veramente poco a che spartire con le sonorità che caratterizzano i dischi dei musicisti citati non significa che quello della band toscana sia in assoluto un cattivo prodotto.
"Cosa adesso siamo", in definitiva, è comunque un disco ben confezionato che sembra avere tutte le carte in regola per piacere agli irriducibili della musica italiana; le canzoni, pur apparendo talvolta “insipide” quanto a linea melodica e un tantino “deja entendu”, si presentano tutto sommato come gradevoli all’ascolto e ben curate nell’esecuzione strumentale.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati