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RECENSIONE
03/02/2005

I SensAzionE altro non sono che la seconda creatura partorita dalla giovanissima etichetta indipendente Zeta Promotion di Bologna, dopo la nascita dei più aggressivi “fratellini” Lineaviola che abbiamo già avuto occasione di recensire alcune settimane fa.

Per essere solamente un trio l’imprinting che si ha esplorando il cd per la prima volta – in termini di compattezza sonora – non è certo dei peggiori anche se poi, dopo ascolti prolungati, affiorano in superficie tutte le magagne creative e compositive dei tre ragazzi emiliani: la maggior parte delle tracce del disco non lascia purtroppo spazio a vie di fuga o a letture parallele del messaggio musicale tutto risultando fin troppo monolitico e calcificato, persino sul fronte delle tematiche affrontate, oggettivamente comunicate da Gabriele Rustichelli con parsimoniosa partecipazione emotiva nella più teatrale e asettica delle trance da interpretazione canora. Alla lunga, saltellando da un brano all’altro, si ha quasi l’impressione che un’unica canzone sia stata dilatata oltre misura per riempire il cd.

Al di là di alcuni brani che lasciano il segno quanto un’impronta nel deserto durante una tempesta di sabbia – “Bruci dentro”, “Come tu mi vuoi” e ”La mia scatola” – e di quelli che non rendono grazia neanche ai modelli presi a riferimento dai SensAzionE stessi (ovverosia alcuni mostri sacri dell’alternative rock statunitense di questi ultimi 15 anni, grossolanamente centrifugati in salsa italiana), resta una manciata di canzoni che si differenziano per la suggestiva intimità delle liriche o per l’impalcatura melodica meno prevedibile e sicuramente più caratterizzante: mi riferisco a “Vortici” che, sotto forma di nostalgica ballata grunge, ci appartiene drammaticamente nel suo essere dialogo/canzone dedicata alle persone care che ci hanno lasciato (”L’unico rimorso è di non essere stato Dio per un attimo, il tuo respiro fragile che mi ha buttato dentro un vortice ma io sono ancora qui”), a “Strade” che recupera sapientemente l’eredità melodica di certo rock italiano anni’90 e a “Frammenti”, dilatazione sonora dall’alienante carica noir vividamente sviluppata dalla pacata aggressività delle chitarre in distorsione.

Completamente assorbiti dallo sforzo di edulcorare a tutti i costi le sonorità alternative d’oltreoceano – vecchie e nuove, dai Pearl Jam ai Korn – con un’istintività melodica classicamente italiana, i SensAzionE si perdono nei meandri di uno sterile compromesso musicale che, guardacaso, risulta all’ascoltatore più digeribile nel momento in cui la band sposta il proprio baricentro verso l’uno o l’altro dei due poli sonori di riferimento.

Tracklist

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