11/01/2018

Amore, Solitudine e Malinconia. Sono queste le tematiche con le quali si presentano le 9 tracce di “Per Cercare il Ritmo”, esordio da solista di Alex Germanò, romano ex dei The Jacqueries. Lanciato sul mercato da Bomba Dischi, l’album del cantautore di Trastevere è un gentile flusso di melodia che alterna al pop italiano degli anni '70 (almeno per quanto riguarda le melodie della voce e alcune tematiche dei testi) una vena transtiberina tipica, tra gli altri, dei Tiromancino.

Tinte tenui, suoni estremamente ricercati che rimandano al substrato indie-pop di cui fanno parte i compagni di scuderia Pop X e Giorgio Poi, anche loro “scoperti” e prodotti da Bomba Dischi. Come Calcutta, del resto, che nell’intervista rilasciata a Rockit lo scorso settembre Germanò definisce “un genio”, da cui però riesce ad affrancarsi bene, percorrendo una strada del tutto originale per stile e scelte artistiche.

Le origini per metà romane, per l’altra metà australiane, con una mamma di Perth e tanti viaggi nella capitale dell’Australia Occidentale, sono il retroscena che si cela dietro “Per Cercare il Ritmo”: variopinto, come lo sono le influenze d'oltreoceano che si ritrovano in alcuni sintetizzatori (vedi “L’Automobile che Corre”), che la fanno da padrone in tutto il lavoro. Tuttavia il contatto con la musica Italiana è più che mai vicino. Testi carichi di immagini evocative, linee melodiche che a volte vanno a sfiorare il ricordo di cantautori come Franco Califano, altre volte sono leggeri accenni al migliore Colapesce (in “Grace” il confronto viene naturale).

Un disco ben scritto, appassionato e estremamente curato dal punto di vista del suono. Le batterie rotonde e compresse, figlie degli studi di registrazione del secondo decennio degli anni 2000, fanno da contraltare a synth pad degni della colonna sonora di Blade Runner. Rare e estremamente dosate le chitarre, in linea con un genere musicale di cui Germanò sembra incarnare già gli stilemi.

Il disco è stato anticipato da quattro video: la versione piano e voce di “Dario”, brano che chiude il disco, e poi da “L’automobile che corre”, “Grace” e “San Cosimato”. I brani, con la sola eccezione dell’apripista “Per cercare il ritmo”, sono anche i migliori per scrittura e composizione dei nove che compongono l’album.

 

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