Disco del giorno
album FANTASMA - A R T O
A R T O
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04/06/2018

Un bel carico di annichilente spettralità servito su un piatto d’argento, fin dal titolo. “Fantasma” non è propriamente musichetta da aperitivo o da seratina in gondola con la fidanzatina di turno. “Fantasma” aderirà al vostro più spaventevole immaginario cinematografico alla stregua di un’appiccicosa, quanto disturbante, ragnatela sonora; a ordirla un manipolo di musicisti coi controcazzi come Luca Cavina (bassista degli Zeus! e Calibro 35), Bruno Germano (ex Settlefish e produttore di Iosonouncane), Cristian Naldi (chitarrista di Ronin e Fulkanelli) e Simone Cavina (batterista di Junkfood e Comaneci) i quali hanno pensato bene di aggregare all’interno di un’immaginaria colonna sonora le loro rispettive tensioni sperimentali.
Quello degli Arto è un accademico, quanto tentacolare, cazzeggio orchestrale devoto tanto alla grammatica abrasiva dei Neurosis quanto alle derive più tenebrose di certo prog-rock settantiano, provvidenzialmente (ri)declinato su ben più orrorifici registri narrativi.

A eccezione dell’opener “On Suicide”, “rubata” agli Art Bears e rivisitata grazie al supporto vocale di Iosonouncane, l’opera prima del super gruppo di stanza a Bologna deflagra tutta la sua carica visionaria per mezzo di una scaletta interamente strumentale che della destabilizzante mutevolezza atmosferica fa il proprio punto di forza: dalle dissonanze minacciose di “Trauma” e “Mirror Box” (da Nobel l’accidentata dorsale ritmica dei fratelli Cavina) all’opprimente dittico black metal oriented di “Larva” e “Hauntology”, dalle ossessioni munchiane di “Ship of Teseus” (qui il plauso va alla 6 corde mortifera di Cristian Naldi) all’oscurità ristagnante di “A ghost limbo” e “AibohphobiA", posizionate in chiusura disco a incernierare in chiave dark-ambientale una sinfonia umorale dal volto sfigurato che ci conferma ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, l’invidiabile stato di salute dell’attuale scena (post)rock-cinematica italiana.

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