13/03/2018

Cose che si possono fare solo di notte, o che si possono fare anche di giorno ma di notte è più bello: sognare, camminare per strada senza incontrare nessuno, stare al buio, stare da soli, fare l'amore, ballare, bere, fare amicizia, innamorarsi, cantare mentre si guida. Tutte cose che il primo album dei Klune fa venire voglia di fare, e non a caso il titolo è “Night Moves”, e il concept è un racconto di quel tempo sospeso in cui tutto è avvolto in un dormiveglia che fa sembrare il mondo più creativo, gravido di possibilità e bellezza. È l'ideale colonna sonora di una notte bianca, dal tramonto all'alba, dal nu-soul sensuale di "Fool", che potrebbe accompagnare i preparativi, all'electro nebbiosa di "Outro", che procede col passo lento di chi torna a casa dopo troppi bicchieri e sigarette.
Dopo aver ballato sui ritmi clubbing di “Nocturnal”, “1801”, “Golf Club”, dopo aver flirtato con il velluto jazzato di “She”, essersi abbandonati all'ammiccante groove R'n'B di “Forget About them”, aver assecondato gli altalenanti umorimelodici e ritmici di “Moody”, dopo aver condiviso sguardi, movimenti, parole, sensazioni, dischi di James Blake e degli xx, baci, bicchieri, fumo e oscurità “until the morning”, fino al mattino. E fino alla prossima notte.

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