16/10/2018

C’è vita dopo X Factor? Emma Morton – arrivata con il team di Mika alla semifinale dell’edizione 2014 - dice di sì, anzi ci tiene a precisare di aver vissuto il post-reality come un momento di rinascita, collimata con la pubblicazione dell’ album “Bitten By The Devil” in compagnia dei The Graces (Pietro Perelli e Luca Giovacchini).

Morsa dal diavolo della black music ben prima delle apparizioni televisive, l’artista mescola la sua passione per il genere con le radici della propria terra, la Scozia, celebrata nel disco direttamente (come nell’apertura mistica di “Scozia” e nella chiusura briosa di “Whit’s fir ye”) o indirettamente, come ricorda puntualmente la pronuncia del cantato.

Se poi l’anima blues e jazz di “Bitten By The Devil” si presta con piacere alle incursioni Scottish folk, non mancano i momenti in cui la stessa si lascia conquistare da un’influenza pop con cui Emma sembra trovarsi a suo agio e in cui è la melodia orecchiabile a prevale. È il caso di “One by one” che trapianta la Florence Welch di “Lungs” in un film di Sergio Leone, così come la successiva “Why Fall” tiene sulle spine l’ascoltare con un bel dialogo tra fiati e chitarra risolvendosi in un ritornello arioso e liberatorio, dominato dalla voce di Emma.

Anche la tradizione, in ogni caso, reclama i suoi spazi: “Good Men” sembra portarci in un jazz club di New Orleans poco illuminato dove è il contrabbasso a farla da padrone, dove “Dirty John”, con Raphael Gualazzi al piano, piacerà ai nostalgici del vecchio blues e, perché no, anche ai fan delle Ibeyi più minimal. Non sembra un caso, infine, se le diverse sfumature del disco convergano proprio nella title-track, inclusa la natura più spiccatamente acustica che si intravede nella seconda metà della scaletta (“I Want You” e “Lost Woman”), ma che a conti fatti rappresenta la parte meno entusiasmante del lavoro.

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