12/06/2019

Una netta evoluzione per i pugliesi Incomodo, presentatisi nel 2013 con “Un po’ di silenzio”, debut album che, con qualche incertezza e imperfezione tipica degli esordi, mostrava una band con evidenti potenzialità ancora inespresse. In questo nuovo disco, “Smalto”, queste potenzialità cominciano a prendere forma e colore e spianano la strada verso una maturità artistica non troppo lontana.

Se nel loro esordio il carro creativo era trainato dagli ormoni adolescenziali, che hanno permesso comunque alla band salentina di fare propri suoni e approcci compositivi derivati dall’alternative rock adrenalinico e graffiante dei primi Verdena o dei Ministri, con questo nuovo lavoro sulla lunga distanza i tre rocker dimostrano di aver imparato a gestire i bollori, dedicando molta più attenzione agli arrangiamenti, ora più complessi e ricchi di sviluppi originali, e ai suoni, che in “Smalto” sono molto più levigati e puliti, pur senza rinunciare alle distorsioni e all’attitudine rock.

Nelle dieci canzoni che compongono questo nuovo lp, gli Incomodo privilegiano atmosfere oniriche, soprattutto grazie all’aiuto del pianoforte e dei synth protagonisti delle “scenografie” sonore in quasi tutti i brani, e potenziano una scrittura più intima e cantautorale, con le melodie allucinate che si arricchiscono di testi poeticamente narrativi, allontanandosi dalle band cui potevano assomigliare all’inizio e cominciando a dar vita a qualcosa di sicuramente più personale e maturo.

 

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati