05/07/2019

Paranoia Godard si presenta come un progetto antiparanoide - qualsiasi cosa voglia significare. La verità è che questo progetto, che si presenta come un regista e un artista che vivono a Berlino, tra echi di Wim Wenders e Venezia, Berlino e Godard, riesce a starmi antipatico subito. L'impressione è quella di avere davanti un manualino dell'alternativo che se ne va in Germania, con il Club Mate e i synthini modulari di seconda mano e il teatro, ma che poi non ha davvero molto da dire. 

Ecco, non è così del tutto però. Perchè qualcosa c'è, pezzi come zabriskie point hanno una struttura tra Battiato, gli M83 e i Baustelle, derivativi fino al limite, eppure con qualcosa da dire. Se soltanto non ci fosse sopra una patina di posa sarebbe un lavoro decisamente degno di nota. Un album molto ricco, di riferimenti e contenuti, ma che poteva sviluppare meno strade, selezionandole, e percorrerle meglio e più a lungo. Paranoia Godard è un progetto che potrebbe dire più di quello che sembra, o peggio vuol sembrare. 

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La recensione paranoia godard - Recensione - concezione di Vittorio Farachi è apparsa su Rockit.it il 19/08/2019

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