< PRECEDENTE <
RECENSIONE
03/09/2019

Una big band in chiave hard rock per Vincenzo Grieco, artista romano dalla ventennale carriera, che per il primo lavoro sulla lunga distanza firmato col suo nome ha coinvolto musicisti diversi per stile e background, trasferendo così nel suo “Misleading lights of town” un caleidoscopio di sfumature diverse che dal rock vanno fino al blues passando per heavy metal e funk.

Se con la traccia d’apertura, “Crashing waves”, i riff frenetici di massicce chitarre distorte riportano alla mente gli Iron Maiden degli anni ’80 e con le atmosfere della successiva “Don’t lay your love to waste”, seppur frenando i ritmi, si resta in quegli anni, si fa un ulteriore salto indietro nel tempo con “Dizzy Heights”, in cui riecheggiano Jimi Hendrix e i Cream, fino ad arrivare agli archi fiabeschi della ballad “1995” che dà il tempo di respirare prima di riprendere le danze con “That brand new perfect tune” e i suoi frizzanti fiati. L’elettricità country della strumentale “An American in Rome” ne fa un virtuoso divertissement prima di tornare al rock ruggente della title-track che sprinta ancora verso l’heavy di “Funny, lovely, crazy whiskey nights” (o “Crazy, funny, lovely whiskey night”, come riportato su Spotify) e della successiva “Lord of the world”. Il sipario cala con il travolgente rock’n’roll di “The bear, the smart one, the dandy and the rockstar” che pur seguendo gli standard del genere trascina in maniera sostenuta fino ad un finale… a sorpresa.

Più che un album solista questo disco sembra una compilation delle diverse declinazioni con cui si coniugano la chitarra e l’anima di Grieco e rappresentano un compositore e performer versatile e comunicativo.

 

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    > PROSSIMA >