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RECENSIONE
10/09/2019

Non è che ci siano troppe cose da inventare, frasi a effetto da trovare o citazioni dotte da pescare nella memoria quando parte il riff di "Penta Vibe", quinta traccia di questo magnifico album dark-dance di Michele Krnjak. Già perché "S.L.A.V. (Streets, Loops and Vodka)", che titolo signori, che titolo magnifico, è un disco veramente ben realizzato, che ci ha fatto, e pure a più riprese, muovere i piedini a ritmo in redazione, senza il rischio di sudare (troppo) visto che, tra un piovasco e l'altro, l'autunno sta bussando prepotentemente alle nostre porte con temperature più umane. E perciò sfruttando la clemenza termica abbiamo esplorato con ancor maggiore passione le fantasie soniche del pluristrumentista che già nel precedente "Total Turn" ci aveva convinto decisamente. In questo disco però tutto si fa ancora più "serio e grande", nel solco della tradizione del più classico "more of the same". Infatti qui gli strumenti sono ancora di più, il livello di groove maggiore e il coinvolgimento si fa quindi sempre più deciso. Ci sono dei momenti poi addirittura "circensi" o simil-teatrali, come "Introducing Vasilij", in cui tutto l'animo da "soviet di Romagna" (o meglio da "titino di riviera") di Krnjak viene fuori. C'è quindi anche spazio per il divertimento e il sorriso, oltre che per la riflessione in questo disco, sempre con quel sottofondo funky e un po' dark che conquista sin dal primo ascolto. Insomma, un gran lavoro, pochi cavoli no?

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