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RECENSIONE
17/01/2020

Anche oggi, bentornato rock-pop. Alessandro Fantino ce lo propone in una versione leggera, edulcorata, che rincorre la radiofonicità, a patto di mescolare bene i suoni di chitarre rock dal serbatoio pieno ed armonie avvolgenti. “Tree of hopes” è una luna di miele, un canto di speranza nel deserto di un quotidiano invaso da smarrimento e inquietudine; conduce in un clima rassicurante, così magico da risultare finto ma forse in grado di risollevare gli animi dal fallimento. Un marasma di dolcezza a buon mercato? Solo apparentemente: le sonorità dell’album alternano scosse ritmiche a più sottili rimuginii interiori e si allungano in cavalcate verso una terra liberata dalle paranoie metropolitane.

Le canzoni del piccolo album sono scritte in lingua inglese; alcune hanno la forza del sogno e del rock, altre la leggerezza del pop. Sono cinque tracce che si lasciano ascoltare senza sforzo, ma non stupiscono totalmente. Alternano melodie interessanti a chitarre fiere di arrampicarsi sui tetti del rock, lì dove un’attitudine risoluta si trasforma in tenerezza. “When you learn to fly” è il pezzo d’apertura, scritto dall’artista per indicare a sua figlia la vita da vivere per diventare grandi; “Hard to be free” mette abilità nell’indagare ogni piccolo o grande sfregio emotivo mentre “Strong”, da un’indole pensosa, si muove verso l’esterno, alla ricerca della luce del mattino che sprigiona energia buona. La traccia che dà il titolo all’album è “Ordinary tree of hopes” dall’atmosfera gradevole e pacata fino alla conclusione del disco che, con “While it snows”, mantiene una uniforme velocità da crociera.

Tree of hopes” resta un piccolissimo trattato sulla necessità di concepire la musica come un albero dai rami in continua espansione come la speranza.

 

Tracklist

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Commenti (1)
  • Alessandro Fantino 30 giorni fa

    Carissima Libera, sono rapito dalle tue parole che, con precisa sintesi, vanno dritte al punto nel descrivere ciò che veramente "Tree Of Hopes" rappresenta per me e racconta di me. Grazie, grazie, grazie, grazie! E ancora grazie!

    > rispondi a @fantino.ale
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