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RECENSIONE
12/02/2003

Se ne è già parlato parecchio a livello mediatico, anche per un riscontro di pubblico che ha dell'insperato. Non si aggiungerà in questa sede molto di più. Se non un ulteriore riconoscimento del valore transgenerazionale dell'opera.

De Gregori torna e, insieme alla decana Giovanna Marini, mettono su questo disco di canzoni popolari che è un manifesto alla memoria. Copertina rossa a mettere le cose in chiaro fin da subito, un titolo che più evocativo di così si muore e 12 canzoni recuperate, anche, dagli archivi dell'Istituto De Martino e del Circolo Gianni Bosio. Siete pronti per il viaggio?

La macchina del tempo parte e ci riporta tutti indietro nel tempo, nelle risaie, nelle fabbriche, su treni e transatlantici, nelle piazze di paese, su fienili, nei campi, nei cortei. Dentro alle immagini che ci portiamo dentro (repetita iuvant). Immagini e storie tramandate di generazione in generazione. Nonni genitori figli. Un viaggio nel passato con il cuore in gola. Un esempio su tutti: "La storia di Nina", spaccato esemplare della cultura contadina di nemmeno 50 anni fa (guarda caso cantata in dialetto, con filologica correttezza ).

"Il fischio del vapore" si rivela essere disco di semplicità estrema e viscerale, come può esserlo una parte di catena del DNA di un popolo, che rischia di diventare ostico e incomprensibile visto dalle lenti deformi di un oggi mutante. Ben fatto e utile a riguardo il booklet a libretto, in cui per ogni canzone sono presenti alcune righe di spiegazione e ambientazione storica. Uno spunto per stimolare approfondimento. Booklet che ricorda alcuni quadernetti che ancora si trovano nelle cantine o nei solai di vecchi parenti. Ci manca solo la polvere dalle pagine, ma se chiudi gli occhi è come se ne sentissi l'odore.

C'è poco altro da aggiungere, risibile stare a sindacare sul valore artistico quando il valore storico e umano è così elevato. Possiamo cavarcela così: assolutamente meno rock di Materiale Resistente del Consorzio (ricordate?), ma altrettanto denso. Diciamo che questa ne è la Matrice Originaria. Da conservare con dolcezza e difendere con i denti.

Tracklist

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