Emanuele Patti Quartiere Pop 2020 - Cantautoriale, Rock, Pop

Quartiere Pop precedente precedente

"La nostra unica sfortuna è non essere ricchi": un album-manifesto di una generazione fuori tempo e fuori moda

A volte penso che noi nati a metà anni 80 siamo una generazione di mezzo: nasciamo analogici e inseguiamo il digitale, ci sogniamo metropolitani e restiamo periferici, con quella sensazione perenne di stare sempre nel luogo sbagliato al momento sbagliato. D'altra parte un po' fuori tempo lo siamo: ci siamo persi il Sessantotto e le radio libere, ad esempio, trovando poi occupati i posti nelle prime file della società mentre, per quelli che si liberano, si fanno già avanti giovani performanti e sul pezzo. "La nostra unica sfortuna è di non essere ricchi" spiega inconfutabilmente il brano "Non ci sono problemi" in questo album, anche perché "la passione è fuori moda", come dice la traccia successiva.

Infatti forse sono consapevolmente fuori dal tempo anche le canzoni di Emanuele Patti, classe 1984, cresciuto nell'hinterland alle porte di Milano: ha scritto il disco "Quartiere pop" dopo i 30 anni, in un periodo della vita in cui si sentiva di fronte a un bivio e aveva deciso che questo sarebbe stato il suo ultimo lavoro, perché pensava di appendere la penna al chiodo. L'album della rinascita racconta quindi a suo modo la quotidianità di un quartiere popolare, la sfilata di una ragazza di Baggio con i suoi "modi grezzi esagerati", il Gesù molto rock con gli occhiali da sole in metropolitana, i nostri cani che camminano storti ma liberi e le scarpe perse in giro per un mondo che risulta sempre troppo veloce rispetto a chi ha l'attitudine dell'eremita.

"E' Milano che ci uccide, l'ho capito in ascensore, scappiamo amore" è la lampadina reggae che si accende con "Il lungo rehab". L'universo di Emanuele si sostiene su un meltin pot di richiami al cantautorato italiano, magari anche su qualche calo di tensione nei testi e soprattutto su un'interpretazione un po' naïf, che potrebbe avere qualcosa in comune ad esempio con il primo Bugo o con un Enzo Jannacci indie e contemporaneo. E' un immaginario in cui molti si possono ritrovare e che tanti altri possono scoprire.

---
La recensione Quartiere Pop di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2021-02-11 21:06:12

COMMENTI

Aggiungi un commento avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia