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album Radio motel - Borde-aux

recensione Borde-aux Radio motel

Envelope Records / Goodfellas 2007 - Rock, New-Wave, Alternativo

RECENSIONE
04/09/2007 di Christian Amadeo

Come il colore che viene richiamato dal nome del gruppo, la musica dei Borde-aux assume tinte cupe e tutt’altro che luccicanti e solari. “Radio motel” è un lavoro ermetico, cupo, decadente. Più di stomaco che di cuore. Più da ascoltare che da parlarne (“...forse è meglio non parlare”, si legge nelle note di copertina). Perverso e seducente come l’oscura e sensuale copertina dalla quale traspaiono solitudine, squallore e sensualità, che ritroviamo riflessi nei brani, tra urla disperate, rumore imponente, dolcezza malata. Questo è il quadro che si presenta all’ascolto di “Radio motel”. Un’opera prima che sorprende per compattezza, maturità, decisione.

Gli anni di esperienza su tanti palchi si senteno, eccome. Un suono coeso e penetrante, curato nei minimi particolari da Angelo Dibello, che trascina il gruppo milanese (ma nato e cresciuto in Puglia), oltre a produrre questo album d’esordio. Non una sbavatura sulle frequenze di “Radio motel” ma se proprio vogliamo trovare delle note stonate le dobbiamo cercare nella troppa somiglianza con i colleghi Marlene Kuntz, Moltheni, Afterhours, Petrol, che ne minano l’originalità. A parte episodi quali “Inganni”, “6[sei]” e “Radio punk motel”, le altre tracce stimolano inevitabilmente il confronto con i nomi citati e non aggiungono niente di nuovo al rock italiano. Ma poche volte come in questo caso vale la pena ascoltare un disco che fa dire “già sentito”. Mettiamo su un brano quale “Il grande freddo”, troviamoci pure l’anima di Moltheni, ma gioiamo della bellezza che ne ha ispirato la composizione...

Tracklist

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