RogoredoFSAlternativo A Cosa?2026 - Rock, Alternativo

Alternativo A Cosa?precedente

Un catalogo di miserie umane per una specie che si crede "alternativa", ma è soltanto poco più evoluta delle altre.

Perché abbiamo bisogno di sapere cosa non siamo per capire chi siamo? È questa la domanda a cui i RogoredoFS provano a dare una risposta con un altro punto interrogativo: quello posto in fondo al titolo di Alternativo A Cosa?, il loro nuovo disco in studio.

A quasi quattro anni dall'esordio sulla lunga distanza, avvenuto con l'ottimo Retrovie dello Stato, il quintetto pavese torna con un album prodotto e distribuito in completa indipendenza, esponendo un piccolo, grande bestiario di vizi e miserie umane nel tentativo di rispondere a una domanda che, nella sua complessità pseudo-marzulliana, riflette perfettamente lo spirito dei nostri tempi.

Per quaranta minuti abbondanti, i RogoredoFS si destreggiano infatti tra le labirintiche piramidi che ergiamo nella nostra mente (Zygurrat) per proteggerci da quel senso di inadeguatezza e disagio che proviamo nell'immaginarci sempre diversi da tutto e da tutti (Alternativo a Cosa?), salvo poi ritrovarci risucchiati da un presente in cui ormai è quasi impossibile stare (S.M.C.), dove ogni essere umano sembra destinato a diventare un volgarissimo materiale di scarto (Rottami). Un viaggio che, tra attivismo politico più "performativo" che concreto (Fashipster), piccoli atti di resistenza quotidiana (760 mmHg) e discese negli inferi popolati dai nostri stessi demoni (Caronte), viene riassunto in un'amara osservazione: nonostante sette milioni di anni di evoluzione, non siamo ancora riusciti a capire che cazzo ci stiamo facendo su questo pianeta (Homo Erectus).

Questo corpus di testi, animato da una poetica acre e sarcastica, viene affiancato da un'etichetta sonora con cui la band lombarda si presenta a chiunque le chieda che genere faccia: "alternative rock cantato in italiano". Una definizione sufficientemente elastica da lasciare ai RogoredoFS ampi spazi di manovra, permettendogli di attraversare territori anche piuttosto distanti tra loro: dall'indie rock crepuscolare e guitar-driven à la Arctic Monkeys dell'era Humbug (Homo Erectus) alla fangosa abrasività del grunge (Alternativo a cosa?), passando per parentesi più estemporanee, che guardano per certi versi al prog italiano "acustico" degli anni '70 (Zyggurat e Liturgia), al cantautoratoipertrofico de Le Luci Della Centrale Elettrica (S.M.C.) e persino a insoliti mix tra la rovente visceralità dei primi Ministri e la canzone d'autore politico-sociale sfoderata dal De André di Storia di un impiegato (Rottami).

Alternativo a cosa? è una risposta meravigliosamente netta a chi sostiene che oggi, in Italia, trovare un gruppo capace di fare rock "come si deve" sia un evento raro come un cinese biondo naturale. Un disco in grado di gasare - sarebbe a tal proposito cosa buona e giusta ascoltarlo anche nella dimensione più fisica e sudata del live - e far riflettere, mettendo sul tavolo un'analisi impietosa sulla nostra condizione di "scimmie nude", in balia di quell'elefantiaco sistema di regole, costrutti e ideologie che noi stessi abbiamo paradossalmente imparato a chiamare "normalità".

Dodici tracce nelle quali amiamo dichiararci distanti dalle miserie umane messe in scena dai RogoredoFS, accorgendoci tardivamente che quella presunta "alternatività" è forse la più grande delle nostre illusioni. Perché la trappola contro cui puntiamo il dito, a ben vedere, è già scattata. E noi ci siamo dentro fino al collo.

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La recensione Alternativo A Cosa? di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-08-16 23:20:52

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