25/01/2008

Dodici graffi. Come quelli impressi dagli artigli di un gatto. Che lasciano segni diversi tra loro e più o meno importanti. I Cat Claws ci strapazzano e ci cullano con melodie agrodolci: irriverente pop noise, felpato e sexy qua e là. E una voce donna che trafigge, calda ed impertinente al tempo stesso. Riecheggiano sonorità di gruppi come Elastica, Sonic Youth, qualche leggera scia di Blur, Ms. John Soda, Yeah Yeah Yeahs, che i Cat Claws riesumano con stile. “A day as a cat” apre la porta ad un cantato pop isterico e al fragore di chitarre indolenti che incazzate si trasformano in minacciose macchine macina rumore. “Blues”, più molleggiata, brilla di chitarre persistenti che aumentano di intensità fino ad erigere un muro sonoro spesso ed intenso. L’attacco di “Bob” scuote, fa muovere il piede su e giù: una canzoncina davvero graziosa, contraddistinta dalla solita sfrontatezza dolciastra di Lavinia che in "S-Banhof" tira fuori maggiore grinta e strilletti ben efficaci. Rock’n’roll rumoroso, marcette simpatiche e momenti rilassati che si trascinano con sensualità. “She knows every single part” monta su un turbine di strumenti che spingono ad agitarsi così come le radici più punk di “Joseph”. La ragazzina monella di “Spare time” accompagna suoni perforanti, mentre la riflessività di “Magic powers” crea pian piano un tumultuoso crescendo di batteria e chitarra che ammalia come l’ipnosi frastornante di “Fish eye” che saluta tagliente per poi essere invasa dagli accenni elettronici di una traccia nascosta. Riff che attizzano e che nel complesso danno vita ad un lavoro sfizioso che ha tutte le prerogative per essere ben fruibile anche dal vivo. A proposito, i Cat Claws apriranno le date italiane dei Baby shambles.

Da riascoltare over and over again.

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La recensione Cat Claws - Recensione - Magic Powers di Maria Murone è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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