Yuppie Flu The boat e.p. 2000 - Rock, Psichedelia, Indie

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Beh, signori, qui siamo a livelli di eccellenza. Tornano con cinque brani cinque, i nostri ex lustratori di pavimenti d’Ancona, e son cinque perline infilate in una collana musicale che ormai ha preso il volo, e vede piccole, là in basso, le voglie sotterranee degli esordi. Gli Yuppie Flu hanno capito per tempo che non aveva senso replicare un genere, quello chitarristico-destrutturato, che ormai mostrava la corda perfino in casa dei loro inventori (i Pavement, e chi sennò?), e già l’anno scorso, allo Zoo, s’erano sforzati di trovare nuove strade, magari facendo buon tesoro di quanto già espresso nell’album di debutto. Ma questo ep della barca fa sembrare quel secondo disco nient’altro che una (buona, ottima) prova generale: mentre là lo sforzo di reinventarsi produceva apprezzabili derive - ma derive sulla scia di un’elettronica che troppo volentieri prendeva la mano ai musicisti, e li avvitava nell’avvitamento di se stessa, come una spirale pericolosa - qui le melodie tornano a risplendere cristalline, nitide, evidenti nella loro meravigliosa semplicità. Queste son canzoni che (quasi sempre) si potrebbero anche cantare solo voce-chitarra, e questo è il crisma di una proposta che a questo punto non deve dimostrare più niente a nessuno: dalla brasileggiante “Boat of Swim”, alla malinconica “A song’s a song”, passando per la più robusta "Order the player", per l’inquietante e indolente, sonnacchiosa “The blue experiment” e per l’aeriforme, spaziale “Kids up a house tree”, i nostri anconetani del mondo producono ormai materiale privo di incertezze, e adoperano l’elettronica soltanto per rivestirlo come meglio pare a loro.

Il risultato, almeno a parere di chi scrive, è sbalorditivo per maturità, fantasia, senso della misura. Nessuna sorpresa che la Rough Trade – grazie anche all’impagabile attività di un’etichetta come la Homesleep (Dio, fossero tutti entusiasti e precisi come loro!), li abbia scoperti e adesso intenda portarseli a spasso per il mondo: gli Yuppie Flu debbono sapere di non dover temere confronti: nella sotterranea e muscolare America, nella psicotica e ambigua Inghilterra, nel perverso Belgio, nella reminescente Francia, o dove diavolo sia.

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La recensione The boat e.p. di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2000-11-09 00:00:00

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