Estate Infinita

Estate Infinita

Riccardo Amadei

2021 - Cantautoriale, Indie, Rock d'autore

Descrizione

“ESTATE INFINITA”

Una canzone é già di per se una dichiarazione di guerra alla solitudine e al tempo dell'individualismo. Che é poi il nostro, cosí incalzante e distopico. “Estate Infinita” parla di ció che mi sta intorno, la realtá percepita come spaventosa che pone le basi ad un'esperienza di vita all'insegna della paura, diventando cifra della modernitá. La paura che genera frenesia. Siamo dinamici senza aver scelto una vera destinazione. Schizofrenici, ci viene chiesto di essere flessibili, abituati a non prendere posizione su niente ma a farci attraversare da tutto. Viviamo in solitudine in mezzo alla gente, spinti da una forza centrifuga che ci allontana sempre di piú dal nostro fulcro: che é l'altro.

I brani di “Estate infinita”descrivono la frenesia incomprensibile della quotidianitá, l'egocentrismo disoriento fine a se stesso, il dilettantismo come valore. Ma dove c'é tenebra c'é anche la ricerca della luce, quindi la pulsione verso la rinascita, la ricerca di una bellezza persa strada facendo, il desiderio di vivere, la realizzazione attraverso la cura dell'altro. Perché é nell'umanitá e nella fragilitá che ci si riconosce, che si stabilisce il contatto.

I brani sono stati scritti tutti ante Lockdown, la produzione peró é stata realizzata a cavallo di questo assurdo periodo. Suppongo che abbia influito e non poco.

Le canzoni girano intorno a tutto questo, mi aiutano a mettere a fuoco i dubbi, a continuare a pormeli. La veritá é che non penso di essere strutturato per gestire cosí tanti input insieme. Mi chiedo molto banalmente ma se siamo qui per provare ad essere felici, se questo é l'obiettivo, ecco siamo sicuri di star percorrendo la strada giusta?

Abbiamo avatar digitali a cui rendere conto, tonnellate di informazioni che ci investono quotidianamente in un vortice emotivo fuori controllo. Non approfondiamo piú nulla. La musica é un'esempio lampante di questa bulimia. Abbiamo accesso tramite piattaforme digitali a tutto la discografia mondiale ma facciamo fatica a ricordarci a memoria una sola canzone.
E' la logica materiale e consolatoria del possesso che rivendica un ruolo centrale nella costruzione della nostra identitá. La stessa parola “condividere”oggi ha assunto connotati diversi, superficiali. Siamo connessi a tutti ma non frequentiamo piú nessuno, il media tecnologico é entrato nella quotidianitá delle nostre relazioni (oggi purtroppo anche a causa della pandemia) e quindi abbiamo sempre bisogno di un tramite per essere a contatto con l'altro.

Il software ha sostituito il “contenuto”. Oggi tutti fanno a gara per avere la televisione piú tecnologica, ma ben pochi poi si chiedono cosa farci, quali programmi guardare? La mia generazione ha vissuto a cavallo tra la fine del 900 e gli "anni 0", in cui é avvenuti il passaggio all'era digitale: questo ci da una grande responsabilitá. Possiamo giovarci delle eccezionali possibilitá che la tecnologia oggi ci offre; allo stesso tempo peró grazie alla scuola fatta sui banchi, all'arte e alla cultura fatta nelle sale da concerti nei teatri e nei cinema abbiamo potuto sviluppare gli “anticorpi” che ci permettono di sentire dove il software prende il sopravvento sul valore reale delle cose. Dove la tecnologia si inviluppa e ripiega su se stessa a scapito del contenuto di cui deve essere al servizio. Ammesso che questo poi ci sia. Nella musica come nella societá bisogna mantenere la fiammella accesa, continuare a coltivare un'idea di bellezza e di pensiero critico al riparo dalle dogma dell'algoritmo, che unisca il progresso all'umanitá.

Credits

Riccardo Amadei: voce, chitarre
Alberto Marini: basso elettrico, contrabbasso
Enrico Ro: batteria
Marco Mantovani: pianoforte, sintetizzatori
Gianluca Morelli: programmazioni, cori.
Mariana Balducci: cori

Featuring:
Gionata Costa: violoncello in “Incubo padano”, “Il compagno dell'Artista”, “Pavone”
Enrico Farnedi: tromba e sezione fiati in “Estate infinita”

Registrato e mixato presso “Deck Recording Studio” - Rimini
Mastering presso “La Maestá” - Tredozio

Cover: foto di Fabio Gervasoni - fabiogervasoni.com
Progetto Grafico di Roberto Ballestracci - Studio 15-19 Rimini

riccardoamadeielespastìs.com

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