Roma 2009. C’è ancora qualcuno che si professa un romantico all’antica e lo fa a colpi di riff. Tutto inizia con un nome, Sensuth, che non lascia spazio ai timidi di passione. Semplificazione di "Sehensucht", parla chiave del romanticismo tedesco, Sensuth è la dipendenza dal desiderio. Quel desiderio del desiderio che spinge verso nuovi traguardi e sposta l’orizzonte sempre un po’ più in là. Una visione, un’emozione, uno stato d’essere. Il romanticismo che nel corso degli anni ha ispirato poeti, scrittori, pensatori, musicisti, viene riletto in chiave contemporanea. Parte da qui e si propaga come un’onda la musica dei Sensuth, attraverso il rock, il cantautorato italiano, la cultura pop, i colori di Seattle e della new wave. L’impatto è trascinante, epico, potente. Come un desiderio, nel suo fulminante inizio.