Scrivo canzoni.

Ho cominciato a scrivere nel 2000.
Ai tempi studiavo medicina -di giorno- e suonavo cover collezionate nei bidoni degli anni novanta -di notte-.
Era lussurioso, si suonava senza forma e senza vergogna.
Con i F-male Croix (Salvo Fiorenza e Ottaviano Passannanti, con cui ho raggiunto lo svezzamento dal 2000 al 2006) ho deciso di mentire sul modulo d'iscrizione alle selezioni di Arezzo Wave Love Festival 2001 scivendo che il progetto esisteva da due anni.
In realtà suonavamo insieme da qualche mese. Non so, mi vergognavo.
E nonostante un tale Fiz scrisse in una recensione che ci avrebbe preferito estinti, fummo scelti noi come rappresentanti per la Sicilia (migliori dieci gruppi emergenti Italiani).
Anni colmi di contest e concerti con i F-male Croix.
Nel 2007 un vecchio amico lupo di mare, Alessandro Mancuso, mi trascina nel main stream più trash (e di conseguenza più visibile) del momento (“Apocalipse Show” di G. Funari – RAI 1; “Stella” di M. Costanzo – SKY 109).
Ricordo soprattutto la perfetta aderenza del completo grigio alle rotondità di Costanzo, quasi glielo avessero stirato addosso.
Mancuso fu il primo a farci entrare in Rai, al Saxa Rubra dei sobborghi romani.
Registrammo un live per Demo Rai di Marengo e Pergolani.
Nel 2008 ho cominciato ad avere strane allucinazioni -in musica e parole- col più giovane dei miei maestri, Antonio Di Martino.
L'efficacia della sua scrittura, il contrasto fortissimo tra la poesia delle melodie e il suo sporco suonare mi catturò fino alla devozione. E come succede quando vuoi compiacere un modello, mi venne voglia di suonare ogni oggetto vibrante che si trovasse nella stanza, mi venne voglia di percuotere un pianoforte molto malinconico.
Per sublimare le canzoni di Antonio mi sono fatta uomo.
Insieme, in quell'anno, abbiamo scritto un progetto musicale pornograficamente nostalgico:
Miss Mousse, un esperimento mirato ad immergere le favole tradizionali nel cinismo contemporaneo. Completò la trinità un batterista geniale e, di conseguenza, melanconico: Carmelo Graceffa.
I personaggi delle fiabe, attraverso le nostre penne, poterono finalmente ribellarsi alle loro storie.
Raccontammo le parti più censurate della loro personalità per liberare la nostra dai tabù con cui ci avevano cresciuti nella provincia denuclearizzata.
Miss Mousse ha assunto presto le sembianze di un vero laboratorio intorno a cui gravitavano pittori, attori, musicisti e creativi di varia natura.
Da questa necessità nascono due spettacoli ibridi e staccati dalla prevedibilità delle produzioni musicali:
La bambola di Kokoscka (un salotto del primo novecento animato da musicisti veri in cui vive il pittore Oscar Kokoscka, realmente esistito e realmente fidanzato per anni con una bambola dopo il diniego amoroso di Alma Mahler) e Transustanziazione (da un idea di Igor Scalisi che ha inserito noi musicisti, vivi e sonanti, dentro la tela - Performato con la compagnia teatrale Quartiatri alla Vicaria di Emma Dante).
Nel 2009 il brano “Nuove bugie Nuove erezioni” (storia di un pinocchio fiero dei suoi anni persi e di un padre che sogna una vita da dottore per il suo piede di tavolino) viene scelto dal Premio Bianca D'Aponte e, nello stesso anno, Antonio mi invita a far parte dei Famelica (pianoforte e synth).
Con loro sono stata al Premio De Andrè, Musicultura, Italia Wave Love Festival 2009 e al Concerto del 1° Maggio in P.za San Giovanni a Roma al cospetto di quasi un milione di persone.
Fino al 2012 ho collaborato con DIMARTINO (Antonio Di Martino e Giusto Correnti) con cui ho registrato Cara maestra abbiamo perso (2010, anche se in quell'occasione io, un maestro, l'ho vinto: Cesare Basile – produttore artistico del disco), Sarebbe bello non lasciarsi mai (2012) e Non vengo più mamma (2013, in cui il mio brano “Come fanno le stelle” completa la track list autografata Di Martino).
Tra i concerti più belli di quegli anni, il palco di Ypsigrock Fest davanti al pubblico migliore di sempre (prima con Fabrizio Cammarata nel 2010 e poi con Dimartino nel 2011).
Tanti concerti con Dimartino.
Contemporaneamente, nel 2010, dalla collaborazione con Serena Ganci nasce il progetto IOTATOLA: due donne sole sul palco che suonano una mezza batteria a testa, roulette russa per chi ama il rischio.
Mi serviva uno specchio e una vasca colma di pop.
Con Serena ho imparato a usare l'autoironia sul palco, sul foglio, nei giorni normali.
Con Iotatola ho potuto spogliarmi dei pregiudizi e delle paranoie indie che spesso impediscono la demenzialità, la sana ignoranza, il divertimento.
Dal 2010, con Iotatola seguono:
Musicultura 2010 (primo premio) e Musicultura Tour (con Paola Turci), Premio Tenco 2011 (ospiti), “Parla con me” di Serena Dandini su RAI3, “Per fortuna che c'è Radio Due” condotto da S.Cristicchi e N.Frassica, “Radio Due Social Club” condotto da L.Barbarossa (Radio2), Asiago Live (diretta su Radio Rai), Radio Popolare (diretta Live), Pop Komm (Berlino),
Alimentation General (Parigi), Premio “L'artista che non c'era”, Rock in Roma (opening Gazzè).
Tra i lavori più puri che ho creato con Sua Serenezza: un tributo elettro-pop a Giuni Russo
e B-AMBITIOUS, irreality show creato grazie ad un laboratorio di teatro-musica ( Iotatola + Teatri Alchemici).
Con Iotatola ho pubblicato DIVENTO VIOLA (2011) e POP CORNER (next 2014) per MaFi production.
Tanti concerti con Iotatola.
Tra le esperienze più gratificanti dell'ultimo anno, la scrittura di “Un gioco senza fine” con Samuel Romano (Subsonica). Il brano è contenuto in Pop Corner (Raicers version - Iotatola 2014).
Nel corso del 2014 ho avuto l’onore immeritato di suonare nel disco di Cesare Basile (prossima uscita 2015) insieme a Manuel Agnelli, Enrico Gabrielli, Rodrigo D’Erasmo, Fabio Rondanini, Rita Lilith Oberti e di aprire la data Panormitana del sommo Paolo Benvegnù. Quando mi è concesso di stare accanto ai maestri, agli ultimi poeti, arrossisco ma resto a respirare l’amore per il nostro mestiere.
Attualmente sto praticando un famigerato sport olimpico per instancabili: il lancio del disco. L'ho scritto in due mesi dopo il distacco da Iotatola.
Si è trattato di una scrittura incoercibile, come il reflusso gastrico perpetuo dopo la sbronza.
Il disco sta nascendo in salotto.
Inviteremo qualche ostetrico di tanto in tanto, ma io ho sempre voluto partorire in casa.
S.