Descrizione

Il secondo singolo in italiano degli Stain segna una presa di posizione netta: la lingua madre non è un esperimento, ma il nuovo centro della loro scrittura. "Siamo animali" nasce nel punto in cui il senso di appartenenza al branco smette di essere protezione e diventa un meccanismo di controllo, dando forma al bisogno di osservare il comportamento umano senza filtri. Il brano mette a fuoco la dimensione collettiva come rifugio e come gabbia, la paura del diverso e le regole non scritte che promettono ordine ma finiscono per normalizzare desideri e istinti.

Il testo si muove attraverso immagini notturne e marginali: parcheggi illuminati, cani abbandonati, la noia che prende il posto dell’intimità. È uno scenario sospeso, in cui ci si traveste per restare accettabili e si finge di sparire per continuare a essere uguali a prima, mentre i meccanismi di inclusione, esclusione e adattamento continuano a ripetersi ciclicamente.
Sul piano musicale il singolo si inserisce in un indie rock contemporaneo, teso e controllato, che guarda a una sensibilità internazionale ma resta ancorato alla centralità del testo. La costruzione è per sottrazione: l’inizio è trattenuto, la tensione cresce gradualmente, la voce resta in primo piano e il suono si apre solo nel momento giusto. Il ritornello - "Siamo animali, siamo animali, così perfetti" - è immediato e magnetico, proprio perché mette a nudo la contraddizione che attraversa l’intero racconto.

Non c’è una vera catarsi, ma una consapevolezza che ritorna in modo circolare, come le dinamiche raccontate dal brano. Un passaggio che contribuisce a definire l’identità degli Stain: scrittura diretta, suono più maturo e una tensione costante tra impatto immediato e profondità emotiva.

Credits

COMMENTI

Aggiungi un commentoavvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussioneInvia