"Sterbus è lo Sterbus italiano"

Dopo svariati anni in prima linea come bassista per svariate band romane (Sweepers, Gli Illuminati, a suo tempo i primissimi Micecars, un po' piu' in la' i Carpacho, Shit Commercial Version, Jai Division e cosi via) Sterbus, che da sempre registra da solo i suoi dischetti solitari/solisti, decide di mettersi in proprio e cominciare finalmente a suonare anche dal vivo nel suo paese, dopo gli apprezzamenti dei paesi anglofoni, che l'hanno portato anche ad essere invitato a Londra per partecipare a un tributo ai suoi eroi Cardiacs...

Sterbus ha tutti gli album originali di Frank Zappa - oltre 100 - e li ascolta persino! Ma ha anche tutti i dischi dei Blur e dei Pavement, dei Cardiacs e dei Guided By Voices, e li ama tanto quanto le fritture di cui è ghiotto. Un Leonard Zelig dell'indie romano, l'Alighiero Noschese del prog a bassa fedeltà? Di che materia sono fatti i suoi dischi? Così come all'asilo mischiavamo i tubetti dei colori fino a formare una mappazza indistinguibile, così Sterbus frulla le sue influenze, con risultati mai sentiti prima, il che può essere un'orribile tortura o un'agonia senza pari, a seconda degli opinion leader musicali che leggete di più.