Culture Wars nasce come estremo rimedio alla mediocrità e alla pigrizia musicale e culturale che circonda due giovani di provincia. Mirko Salvati e Giovanni Schirru, amici fin dalla prima adolescenza, cercano di esprimere in suoni e parole ciò che dell'adolescenza è ancora vivo in loro, accompagnato dall'inquietudine comune ai nati nei primi anni '80, trafitti dal futuro e nostalgici di un passato confuso. Agli stati d'animo si aggiungono i dischi e gli ascolti, la letteratura e le arti figurative, nell'essenziale tentativo di trasformare in emozione (ed eventualmente in musica) qualsiasi cosa possa mantenere svegli dal riposo generale (anestetizzazione mediatica, deflazione umana, socialità telematica). Come prima produzione, un disco omonimo composto di quattro tracce, i cui titoli ("Late Comer", "Hope For Youth"...) stilizzano le tematiche fondanti del gruppo. I brani, registrati in un seminterrato e prodotti con la collaborazione dell'artista e musicista salernitano Rosario Memoli, sono stati distribuiti a partire dal settembre 2010, con due stampe ora sold out: cinquanta copie su CD, autoprodotte e numerate, cento copie su CD 3", prodotte e numerate dalla Fallo Dischi.

Tra la fine del 2011 e gli inizi del 2012 nasce il primo disco "lungo", con l'aiuto e la produzione di Antonio Di Sarno al suo Machina Project Studio. Il titolo è "Poptimism". Si pensava che il cuore avesse preso un po' il sopravvento sulla rabbia. Raccoglie undici brani, e dal 13 aprile è fuori in 200 copie, cd digipack, stampate con gli amici di Fallo Dischi e La Fine.