il Blues alle pendici del Vesuvio

Il progetto The Softone nasce a metà degli anni Zero da una manciata di canzoni scritte in solitaria da Giovanni Vicinanza. Nel 2005 una sua cover di Easy Lover degli Spain viene inserita nella compilation Keepsake vol.2 dell'etichetta statunitense Keepsake Recordings. L'anno successivo vince il "Today I'm Rock" grazie al quale suona al MEI di Faenza e compare con la canzone Songs for another place nell'omonima raccolta licenziata da Awful Bliss/Urtovox in compagnia di artisti del calibro di Barzin e Great Lake Swimmers. In quell'occasione firma per l'etichetta Awful Bliss e due anni più tardi esce con il disco d'esordio These days are blue (2008). L'album, registrato da Vicinanza al suo LavaLab Studio, viene missato da Adam Selzer (Norfolk & Western) al Type Foundry di Portland ed ottiene ottimi riscontri di critica e pubblico portando The Softone ad esibirsi in Italia e in Francia. Al di là delle Alpi la sua musica non passa inosservata ed infatti viene invitato a partecipare al Tribute to John Williams (Winter Records 2010) e alla compilation Have a good night #4 di Blog Up Musique. Nel 2011, The Softone si classifica al 2° posto ai Demo Awards 2010/2011 (premio conferito da Radio 1 Rai alle migliori band emergenti) e sempre per Radio 1 Rai, si esibisce agli studi di Via Asiago, all' “Alburni Jazz Festival” e al “Catanzaro DemoFest con artisti del calibro di Simone Cristicchi, Peppe Servillo, Magoni&Spinetti, Giuliano Palma & Bluebeaters. Nella Primavera del 2012 esce il secondo full-lenght Horizon Tales (Cabezon/Audioglobe) prodotto da Cesare Basile. Le sonorità si spostano verso un sound più marcatamente made in USA, dove blues e folk le fanno da padrona. Dopo poco più di un anno Vicinanza deicide di pubblicare in free download l'Ep Tears of Lava, lavoro con il quale spinge maggiormente sul blues, sporcandolo questa volta di elettronica .