Lanotte Jacopo (chitarra e voce), Mariani Federico (chitarra e tastiera), Avataneo Lorenzo (basso e cori), Chiorra Luca (batteria).

I The Yellow Traffic Light nascono nel 2012 dalle menti di: Jacopo Lanotte (voce, chitarra, tastiere), Luca Chiorra (batteria) e Angelo Viviani (basso). Le prime influenze musicali che avvicinano i tre e li spingono a formare un gruppo sono radicate tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli anni 70, tra psychedelia in stile sixstees (The Doors, Pink Floyd, The Beatles post 65, Nugget’s generation) e rock progressive (Genesis, King Crimson, Caravan).
Durante i primi trascorsi (autunno 2011/estate 2012) i tre cominciano a farsi le ossa sui palchi dei vari concorsi cittadini e a registrare qualche demo amatoriale. E’ con l’arrivo del 2013 che la giovane band decide di registrare il primo EP, autoprodotto dal titolo Home At Least che si compone di cinque brani per lo più strumentali dove le prime influenze psych-prog si mischiano e si riarrangiano con il nuovo amore musicale ed estetico del cantante chitarrista: lo shoegaze e gli anni 90.
Nel settembre dello stesso anno si esibiscono live con la neonata band psych-shoegaze londinese: SPLASHH (Kanine records) e successivamente con il progetto musicale psichedelico kraut cileno: Foolakzoid. L’importante passaggio che la band si è trovata ad affrontare è rintracciabile proprio in questo periodo nel quale la formazione originaria in un primo momento si allarga con l’ingresso di Federico Mariani alla chitarra e al sintetizzatore e Lorenzo Avataneo anche lui alla chitarra e al synth. I due nuovi membri, si uniscono al trio e si alternano chi alla chitarra chi alla tastiera a seconda del brano da eseguire. Nel febbraio 2014 il bassista originario, Angelo Viviani, decide di lasciare il progetto e di conseguenza la band si trova a riadattare i brani a una neonata formazione a quattro dove: Lorenzo Avataneo si propone come bassista mentre a Federico Mariani oltre alla chitarra viene affidato il synth. Così orchestrati i The Yellow Traffic Light si esibiscono in numerosi festival tra cui “A Night Like This Festival” insieme a gruppi come The Soft Moon, Austra, Slow Magic, Soviet Soviet e decidono di realizzare un secondo EP, prodotto in maniera più autentica, maggiormente sponsorizzato e affiancato alle riprese di un videoclip. Ed è così che nell’estate del 2014, approfondita la conoscenza di Riccardo Salvini, attuale membro di Foxhound e Indianizer, insieme a Federico Pianciola, viene registrato, mixato e masterizzato “Dreamless” composto da tre brani il primo dei quali, “April” compare nel videoclip che lo accompagna, diretto e registrato da Mario Toyoshima. Come detto già riguardo primo lavoro in cui la band si era avvicinata a sonorità e scenari più 90’s ora con l’uscita di “Dreamless” e con il videoclip di “April” registrato interamente attraverso una vecchia videocamera VHS di fine anni 80, la band definisce quasi in maniera definitiva il proprio suono, la propria estetica e le proprie scelte stilistiche musicali: Shoegaze Psichedelico venato da New Wave oscura anni 80 e Dream Pop, con rimandi talvolta ad un genere musicale proprio invece di un'altra epoca (gli anni 70) ovvero il Kraut- rock.