Leggi la recensione

Descrizione

Nell’aprile del 2016, ritornano i Traum Jesters con la loro terza fatica discografica. Se il primo Ep omonimo esplorava i recessi più oscuri e sognanti della mente umana e il primo lavoro sulla lunga distanza Deformed indugiava nelle vicende a carattere universale del suo protagonista impiegando un bagaglio sonoro più elettronico e di matrice industrial, Freedom Circus si configura come una sorta di tragico romanzo di formazione, reso ancor più vivido da un approccio più sanguigno e live al suono. Le chitarre spiccano e risaltano in bagliori di synth categorici e marziali, mentre basso e batteria forniscono le solide fondamenta dell’intreccio nel quale si dipana la vicenda della protagonista femminile. Un’artista di belle speranze ambisce a realizzare i propri sogni musicali facendo breccia all’interno di un establishment gretto e lobbista, che di fatto manovra le sorti di questo business. L’accesso a questa stanza dei bottoni è garantito dalla figura di questo imbonitore, un illusionista e abile manipolatore in grado di interpretare al volo i desideri della ragazza e quindi di fare a sua volta breccia nel cuore e nell’anima di lei. Quello che si prefigurava come il sogno di una vita si trasforma in un incubo senza uscita, nel quale la protagonista finisce prima per essere sfruttata e, in ultima istanza, lasciata nell’abbandono più totale. Questo affarista senza scrupoli assorbe ogni linfa vitale dall’anima della ragazza, per poi infine disfarsene e mettersi alla ricerca di una nuova preda.
La musica non si limita a trasmettere questo messaggio, ma irrompe prepotentemente per anticiparlo e sottolinearlo; enfatizza l’espressività dei testi e conferisce profondità e drammaticità alla storia.

Come una favola senza lieto fine, Freedom Circus assurge a caustico paradigma delle dinamiche deviate che sembrano imporsi in ogni tipo di contesto artistico, con una particolare enfasi su quello musicale.

1. 100 Feet Tall
Una mano insidiosa si protende a carpire la brama e la passione da una preda ignara, gettando benzina sul fuoco dell’ambizione e dell’orgoglio. Una cavalcata di chitarra al rumor bianco, che si distende tuttavia su un ripetitivo mantra di basso e synth: “it’s an ancient drama we’ve been playing so long…”

2. Power Law
Nella mente della ragazza si insinuano tentazioni pericolose in una deriva orwelliana mentre, minuto dopo minuto, la dipendenza dai voleri del manipolatore diventa sempre più evidente. Una strofa enigmatica fa da preludio a un ritornello maligno, un’anteprima per un inevitabile finale a tinte fosche: “now I'm so cruel that you believe it's your fault…”

3. Tamer Of Freak Girls
Il momento tanto atteso è arrivato: la protagonista è ormai sulla bocca di tutti e si prepara al trionfale ingresso in scena. Ma questa hall of fame rivela la sua vera natura di anticamera dell’inferno: l’illusionista dirige lo show e manovra i fili, con la ragazza ancora ignara di tutto: “Today the body has no faults / it just reacts to the impulse / Don't bother trying to find an explanation…”

4. While The Abyss Sleeps
È sulla cresta dell’onda, tutti pendono dalle sue labbra: ogni suo desiderio è un ordine ed è il sogno segreto di chiunque. Ma l’incanto è sul punto di spezzarsi e la realtà mostrerà presto il suo vero volto, quello più arcigno e feroce. Fama e orgoglio serviti in una salsa dal sapore pop, nel brano più orecchiabile dell’album e contraltare di un tragico epilogo: “She feels in control, / illusions to come / Have fun now, while the abyss sleeps…”


5. Banquet of the Dogs
Il sogno si sgonfia ed esplode, come una bolla di sapone, mentre la realtà presenta il conto, costringendo la protagonista a bere dal più amaro dei calici. La fiducia e la speranza sfioriscono sul volto della giovane, mentre il ghigno famelico della sua nemesi assume i suoi contorni più sinistri. Da uno sciame sismico di synth, emerge un riff astioso, in quella che è a tutti gli effetti la traccia più aggressiva dell’album: “Can you now Understand what Freedom really is?…”

6. Celebration
È tutto già nel titolo. Questa battaglia lascia sul campo una nuova vittima, mentre il faccendiere è pronto per andare a caccia di una nuova preda. Non c’è spazio se non per miseria e dolore nella valle dei sogni infranti della ragazza. Delle dolenti note di piano stanno lì a rappresentarlo, nel più raccapricciante dei finali: “I’ve no regret, I won’t shed a tear / So very soon / a new game begins…”

Credits

Tracklist
1. 100 Feet Tall
2. Power Law
3. Tamer of Freak Girls
4. While The Abyss Sleeps
5. Banquet of the Dogs
6. Celebration

Claudio Saracino: Voce e testi
Pierpaolo Lucchesi: Chitarra, synth, sample
Eugenio Zazzara: Basso

Freedom Circus è stato concepito e realizzato tra novembre 2015 e marzo 2016
Missaggio e Mastering: Marco Federico @ Sound Awake Studios, Roma
Grafica: Valerio Claudio Adriano

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati