Leggi la recensione Video in questo album (3)

Descrizione a cura della band

Registrato, mixato e masterizzato da Romeo Chierici presso lo studio "Macchina Magnetica" di Reggio Emilia. Produzione artistica: Max Scaccaglia.

Prefazione (dal booklet del cd):

"La storia del vicolo è una storia mediterranea. Lunga e tormentata.
Lunga una decina di metri; tormentata come lo può essere un’immissione in retromarcia su una strada trafficata.

Scilla incolonnata verso nord, Cariddi scorrevole verso sud.
Provo grande nostalgia per quello stile di vita umile e dimesso, in base al quale uomini e piccioni (i Proci sui davanzali) si erano concessi reciproca legittimità.

Attraverso una paziente opera di ricostruzione condotta su documenti dell’epoca (multe, bollette, contratti a progetto) ho stabilito che nel vicolo avrò trascorso sì e no tre anni; di fatti incisivi posso menzionare un’invasione di vespe giganti, l’incontro con un gatto randagio e l’epica spalata di neve che mi bloccò i tendini per una settimana.
Però d’estate si dormiva con le persiane spalancate, come nei racconti proustiani dei nonni, così che le storie che salivano dalla strada – rarissime e incorniciate dal silenzio – hanno potuto ingigantirsi nel ricordo.
Ricordo distintamente la piccola libreria in soggiorno, i tentativi di tenere il passo con la curiosità per quei volumi, la resa incondizionata al sonno sul divano; forse è per questo che le canzoni ispirate al vicolo, dettate da un’esigenza crepuscolare di decoro (il bon ton del rimpianto), sono altrettanti alibi per aver mancato l’agognato approdo.

Ulisse che vaga all’infinito dentro a una scatola, per poi guardarsi allo specchio e scoprire di essere fuori tempo massimo per il rientro: in una gara a clessidra si può perdere scioccamente a un passo dal traguardo.
Così ci si gioca il presente insieme all’immortalità (poco male, basta preventivarlo).
Unica consolazione: quel gatto randagio che si strofinava di fronte all’uscio.
Se non avessi avuto fantasia, l’avrei chiamato Argo."

U.C.
gennaio 2014

Credits

Ugo Cattabiani - voce, chitarra acustica
Daniele Morelli - chitarre acustiche ed elettriche
Federico Del Santo - chitarra elettrica
Gabriele Fava - sax
Max Scaccaglia - basso elettrico
Alessandro Aldrovandi e Gigi Cavalli Cocchi - batteria
Alessia Galeotti - voce in "Vicolo Riccardi"
Beppe Di Benedetto - trombone ne "Lo scioperato"
OSCAR ABELLI QUARTET ne "Il blues dell'addio": Oscar Abelli (batteria), Martin Iotti (basso elettrico), Max Marmiroli (sax), Follon Brown (chitarra elettrica)

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati