L'espressione più italiana dell'Avant Punk. #italianavantpunk

ITALIAN AVANT PUNK.
A distanza di quattro anni dall’album di esordio Avorio Erotic Movie (Wallace Records) che ha fatto apprezzare gli UltraviXen dagli intrepidi frequentatori dei locali italiani di live music, e ricevere unanimi ed entusiastici riscontri dalla stampa specializzata; a fine settembre esce, sempre per Wallace, il secondo album della band catanese, dal titolo Il Riskio.

Alcune cose sono cambiate, altre sono rimaste, ferme e rassicuranti.
Rimane l’assetto da power trio: Alessio Edy Grasso (voce, chitarra), Nunzio Jamaika (basso) e Fabulous Carmelo (batteria), ma si è aggiunto Dario Aiello Blatta (synth, chitarra) dj del duo electro Blatta & Inesha.
C’è ancora il treno di chitarre del passato, sferraglianti, fradice fino al midollo di distorsioni e riverberi; ma ora al servizio di un indie rock potentissimo ed evoluto, ancorato alla scuola di Chicago e debitore di certo 90’s college alt/rock; ma con personalità propria.
C’è l’approdo alla lingua italiana, al quale Alessio Grasso è arrivato dopo avere dato forma a colpi di penna e Fender alla sua personale e autobiografica poetica.
Ci sono ancora le mani sapienti di Pippo Barresi sul desk; ma a produrre il tutto c’è direttamente Alessio Grasso.

C’È ELETTRICITÀ NELL’ARIA.
I pezzi Testa di Morte, Velluto Nero, Love is no pain rappresentano l'anima del disco, le trame dei brani sono contorte e mutanti pur rimanendo ancorate ai riff e alla ritmica post-punk. Fino ad arrivare al pigfuck/AmRep noise di Acrobatici equilibri e ai Dinosaur Jr del guitar pop di Le cose più belle.

Nei testi c’è un mood da amanti disperati e voluttuosi, dai cuori franati, con dietro uno sfondo sempre critico per certe costrizioni sociali, che fanno evolvere le lyrics in catartici epiloghi da catene spezzate di Django.
La sezione ritmica è prepotente, la batteria ti fa salire a bordo di un treno a levitazione magnetica a 600 km/h e non ti molla fino al capolinea del disco.
Il synth, a volte accompagna compiacente il sound più vintage, iniettandogli dosi di credibilità, come in Fino all’ultimo respiro. Altre volte, come in Terra Elettrificata, lo riporta verso sonorità più contemporanee ed elettroniche.
Le chitarre stridono matematicamente, tagliano “come lame di rasoio sulle mie mani” (Aguzzina e Sparami sulla spiaggia) e sembrano suonare apposta per allenare le orecchie ai live con gli ampli a volume 10!
Il cantato, ma anche recitato, è trascinato, gridato, melodico, accorato; ma mai lasciato al caso.

C’è elettricità nell’aria: gli UltraviXen hanno partorito un album ad altissimo impatto sonoro. Gli UltraviXen sono definitivamente l’espressione più italiana dell’avant punk che infuocherà i palchi.
Enjoy!

Nera Press
alessandra@wallacerecords.com

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