Il progetto “Un Incoerente Come Tanti” nasce da una condizione necessaria: reagire per non morire. Imbracciare una chitarra e raccontare, per non dimenticare. Urlare, se necessario. Canta per necessità, canta con le corde vocali tese e le lacrime scardinate. Non ha alcuna pretesa. Cerca solo di fotografare, con le parole, la situazione attuale. Mettere a fuoco i dettagli marginali. Siamo tutti protagonisti e siamo tutte comparse scomparse. La musica sembra una semplice conseguenza, un contorno alla narrazione. Presenterà un disco fatto in casa, privo delle tipiche vesti patinate e dalla grafica rigorosamente a mano. Come si faceva tempo fa, quando l’apparenza non era necessaria, ma solo cornice per i vinili. C’è chi lo ha definito la beat generation, insieme a pochi altri che si cimentano nella de-costruzione delle canzoni. Proporrà dal vivo brani propri e certamente deturperà canzoni della tradizione cantautorale italiana. Il suo mondo sonoro ricorda Rino Gaetano e Le Luci della Centrale Elettrica, Giorgio Gaber e i Massimo Volume.

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